Il Tirreno

Versilia

Pescatori dispersi, ancora ricerche E si pensa a recuperare la barca

di Donatella Francesconi
Pescatori dispersi, ancora ricerche E si pensa a recuperare la barca

Oggi la guardia costiera di Viareggio continua la ricognizione nell’area dell’affondamento Chiesto l’aiuto della draga “Arturo” per le operazioni di emersione del peschereccio

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VIAREGGIO. Il comandante della Capitaneria, Davide Oddone, ieri sera l’ha comunicato personalmente ai familiari dei due pescatori dispersi: le ricerche continuano anche oggi, nell’area di mare dove si trova il “Giumar” inabissatosi, e con i mezzi della guardia costiera viareggina. In arrivo - dalla nottata di ieri - un cambiamento delle condizioni meteo-marine dalle dieci miglia che rende impossibile spingersi al largo. Nella mattinata di oggi si terrà anche una riunione per organizzare il recupero della barca. Il comandante Oddone preme per accelerare, dato che per i prossimi giorni si preannuncia maltempo. Così la Capitaneria ha già fatto un passo per verificare se sia possibile avere l’aiuto della grossa draga “Arturo” impegnata in porto da qualche giorno. Tirare fuori dall’acqua il peschereccio che si è già in parte conficcato nel fondale argilloso del punto in cui è stato ritrovato non è impresa semplice. La barca rischia di spezzarsi e non è questo il risultato sperato. Anche se interno ed esterno sono stati filmati per lungo e largo sia dai vigili del fuoco che dai sommozzatori della guardia costiera. Così che il magistrato ha a disposizione molto materiale. Ma per verificare il funzionamento della radio e del sistema di allarme è necessario recuperare il “Giumar”.

Per tutta la giornata di ieri, dalla dieci del mattino alla cinque del pomeriggio sono stati in mare - spingendosi a largo, dove sabato era stato segnalato da un diportista inglese un cadavere in mare - gli uomini del quinto Nucleo sommozzatori della guardia costiera, di stanza a Genova. Utilizzati anche i mezzi aerei: un velivolo ad ala fissa in dotazione alle Capitanerie e un ATR 42 arrivato da Pescara, insieme agli elicotteri della guardia costiera inviati dalla base di Sarzana.

Tra le verifiche effettuate ieri sul peschereccio anche quella sui salvagenti che - questo il risultato del controllo - sono rimasti a bordo così come la zattera di salvataggio. Un elemento che potrebbe avvalorare la tesi di un evento improvviso che non ha lasciato a Nello e Fabrizio Simonetti il tempo di dare l’allarme o di dotarsi delle misure salvavita in dotazione.

Resta l’attesa. Il gruppo di familiari dei due pescatori non ha abbandonato per giorni la sede distaccata della Capitaneria, in un rapporto strettissimo con il comandante Oddone e tutto il personale in servizio. Perché l’attesa è la speranza che, finchè si resta su quella banchina, sembra non possa cedere neppure davanti alla mancanza di notizie, a quegli uomini che non si trovano, alle immagini strazianti di quella barca sott’acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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