La manifestazione
Omicidio Romanini, via al processo
Davanti alla Corte d’Assise di Lucca sfilano i primi testimoni per il delitto di Camaiore: i giudici dovranno ascoltarne centoventi
CAMAIORE. Prende il via, con le prime testimonianze in Corte d’Assise a Lucca, il processo per l’omicidio di Stefano Romanini, avvenuto l’8 febbraio del 2011 in centro a Camaiore.
Alla sbarra un unico imputato, l’imprenditore camaiorese Roberto Romanini, 65 anni, cugino di Stefano: è accusato di aver assoldato un killer per eliminare Stefano, con cui aveva delle pendenze economiche di centinaia di migliaia di euro. L’assassinò sparò 15 colpi di pistola contro la vittima, per poi dileguarsi: di lui non si sa più nulla.
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Nel maggio scorso il processo era stato annullato dalla Corte d’Assise, perché - fu la motivazione - erano stati violati i diritti della difesa. A cui non era stato permesso di esaminare i bossoli ritrovati in un terreno di proprietà di Roberto Romanini, ritenuti compatibili con quelli dell’omicidio. Ora si riparte.
Nell’udienza scorsa è stata riformata la giuria popolare, è stato dato incarico a un perito di trascrivere le intercettazioni telefoniche e ambientali - eseguite sin dai primi giorni dopo il delitto - e soprattutto si è dato l’ok a una sfilza di testimonianze. Centoventi i testi, metà dell’accusa e metà della difesa, che saranno chiamati a deporre. I primi quindici verranno ascoltati in questa udienza dai giudici. In aula l’imputato e come sempre i familiari di Stefano, che hanno seguito ogni fase e ogni processo collegato a questo terribile omicidio.
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