Il Tirreno

Versilia

Sparita in Comune la petizione firmata da oltre cento cittadini

Doveva essere discussa in consiglio, riguardava i lavori in strada colpite dalla tempesta. Lazzerini: fatto gravissimo

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PIETRASANTA. Potremmo intitolarla, senza sforzo di fantasia, «il mistero delle 123 firme scomparse», la petizione protocollata in Comune nell’agosto scorso dai residenti di alcune strade di Marina. Petizione che tirava in ballo la tempistica dei lavori lungo le vie Palestro, Massaua, Bengasi e XXIX Settembre uscite devastate dalla tempesta di vento del 5 marzo. «Ecco - commenta Pietro Lazzerini di Sinistra per Pietrasanta - questa petizione, da procedura, avremmo dovuto discuterla in consiglio comunale. Ma così non è stato. E a distanza di quasi tre mesi, non sappiamo che fine abbiamo fatto queste firme».

«Come consigliere comunale - aggiunge Lazzerini - mi scuso con questi cittadini che avevano il diritto di vedersi rispondere dal consiglio e che invece oggi scoprono che la loro petizione, chissà perché, si è fermata in qualche ufficio di palazzo senza approdare nella sede istituzionale preposta. Dal punto di vista legale c’è chi valuterà la correttezza della procedura adottata, visto che ho messo in mano la questione ad un avvocato. Ma a me preme l'aspetto politico; il 4 agosto scorso 123 cittadini, fra questi anche l'ex prefetto di Pistoia, chiedono al consiglio comunale di saperne più sui tempi di ripristino dell’illuminazione pubblica e lo stato dei lavori lungo le strade di residenza. La loro petizione viene girata alla presidenza del consiglio comunale che, non si sa perché, a sua volta la inoltra all’assessorato ai lavori pubblici. Fra l’altro lo stesso assessore Tartarini, al giornale Il Tirreno, sempre in agosto, confermava di essere a conoscenza della petizione e che la situazione era in via di risoluzione. La verità è che i consiglieri comunali non sono mai stati informati informati della raccolta firme e dell’esigenza di discuterla in sede consiliare e questo è un fatto gravissimo. Solo nei giorni scorsi, grazie alla sollecitazione di un firmatario, vengo a conoscenza di questa grave mancanza e mi attivo immediatamente. È una vicenda - evidenzia Lazzerini - che merita risposte serie e puntuali da parte di chi amministra: perché non è stata data risposta ai cittadini nei tempi e nei modi previsti dal regolamento? Perché non sono stati informati i consiglieri comunali? Se un politico teme le critiche o di finire in modo negativo sui giornali perché il consiglio comunale si devono affrontare tematiche relative alle proteste dei cittadini, allora è meglio che quel politico rinunci all’incarico e faccia altro. Quanto successo merita di essere approfondito nelle sedi opportune: chi ha sbagliato dovrà risponderne. Cittadini e regolamenti vanno rispettati».

Luca Basile

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