Il Tirreno

Versilia

Piano di Mommio ricorda il sorriso di Manuele

di Roy Lepore
Piano di Mommio ricorda il sorriso di Manuele

Un anno fa l’aggressione a colpi di casco in Darsena a Viareggio che costò la vita a Iacconi: oggi cerimonia con affissione di una targa al centro civico della frazione di Massarosa

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PIANO DI MOMMIO. Oggi alle 12 è in programma la cerimonia di ricordo di Manuele Iacconi, morto dopo l’aggressione avvenuta un anno fa in via Coppino a Viareggio. La cerimonia prevede l’affissione di una targa nella sala riunioni del Centro civico di Piano di Mommio, intitolata a Manuele. Il consiglio comunale di Massarosa gli intitolerà anche il giardino della scuola dell'infanzia di Piano di Mommio.

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È trascorso un anno dalla tragica e inconcepibile aggressione del 34enne, avvenuta la notte di Halloween del 2014 in Darsena a Viareggio. In seguito alle gravi ferite riportate, Manuele è morto dopo un mese di degenza nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Livorno. In quella notte tragica rimase ferito anche l’amico Matteo Lasurdi, che fu sottoposto ad un intervento chiururgico.

Per questa vicenda è stato condannato a 12 anni (la richiesta era stata di 18 anni), con l’accusa di omicidio volontario, uno dei ragazzi che si autoaccusò dell'aggressione, poi ritrattando in seguito la versione iniziale fornita al personale dell’anticrimine del Commissariato di polizia di Viareggio che ha seguito le indagini. Oltre all’imputato, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, ed ora è diventato maggiorenne, sono accusati dell’aggressione di Manuele, un minorenne e due maggiorenni, Alessio Fialdini di 19 anni e Federico Bianchi di 20, per tutti e tre sono in corso procedimenti che non sono ancora arrivati alla fase del processo.

Da quando è avvenuto questo episodio che ha scosso, sia la città di Viareggio, che la comunità di Piano di Mommio, dove viveva Manuele e dove risiedono i familiari e gli amici, sono state organizzate varie iniziative per chiedere giustizia. Ma soprattutto perché emerga la verità di quello che realmente è accaduto quella notte. È per questo che i familiari, che non sono mai stati lasciati soli dagli amici più stretti, e dalla comunità versiliese, sperano che la giustizia faccia il suo corso nei tempi previsti. Anche se Manuele non potrà restituirlo nessuno, vogliono la verità per quanto accaduto il 31 ottobre di un anno fa.

Doveva essere una serata come tante altre, trascorse in allegria e spensieratezza, come fanno tanti giovani. Ed invece si è trasformata in una tragedia senza un perché, ed è questo l'aspetto più difficile da comprendere da parte dei familiari. Un motivo per mantenere sempre vivo il suo ricordo.

 

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