Gioco
Calcinacci in strada dall’Excelsior Auto danneggiata
Scandalo senza fine per l’albergo chiuso da anni Eppure è un simbolo della Viareggio più bella
CORRADO BENZIO. L’ultimo a chiedersi perché il Comune non interviene è stato Mimmo D’Alessandro. Lo avevamo intervistato sulla sua proposta di rilevare il Principe, quando l’occhio – eravamo domenica da Galliano in Passeggiata – è caduto sull’Excelsior.
«È uno scandalo che il Comune non intervenga» ribadiva domenica il famoso promoter. Sdegnato come tutta la famiglia Vannozzi, titolare del bar. E guarda caso sono passato pochi giorni e lo scandalo Excelsior cresce, si gonfia, esplode, cade su un’auto ma soprattutto sulla testa dei proprietari dell’immobile. Come i calcinacci caduti ieri mattina.
Sandro Veronesi, plupremiato scrittore toscano all’Excelsior ha ambientato la «Forza del Passato», romanzo poi vincitore del premio Viareggio. All’Excelsior venivano principi e cantanti, politici e imprenditori. Era fin dagli anni Trenta il rivale-gemello del Principe di Piemonte. Ma la sua cupola era unica, paragonabile solo a quella del Negresco di Nizza. Tanto per dare l’idea di cosa fosse Viareggio fra le due guerre mondiali.
Qui hanno dormito Bob Dylan e Alberto Moravia. Poi la fine. Per decenni è stato guidato con grande sapienza imprenditoriale da Marisa Scacciati della celebre dinastia di albergatori viareggini. Poi il buio con la vendita dell’immobile che era finito da decenni in eredità alla Misericordia guidata dall’immaginifico (agli occhi della giunta Marcucci) Roberto Monciatti. Lo comprano imprenditori di Prato e Pistoia. Nelle compagine c’è anche un nome che è nell’elite toscana, i Carrara delle cartiere. Padroni di locali storici come il Gambrinus di Montecatini Terme.
E da allora è iniziato il balletto della ristrutturazione, naturalmente in appartamenti. Si era pensato anche ad uno scambio del genere: appartamenti all’Esplanade (le proprietà in quel momento erano collegate) e l’hotel Excelsior riportato all’antico splendore. Poi è arrivata la crisi – parliamo del 2008 – e i milioni di euro per ristrutturarlo (almeno una ventina) non si sono trovati, mentre di contro crollava il mercato delle seconde case e tutto l’immobiliare toscano.
C’aveva fatto un pensierino la famiglia Ferragamo che dispone di un importante ramo alberghiero che fa capo alla Lungarno hotel. Quando i Ferragamo vinsero la gara per la Viareggio Porto spa (poi disgraziatamente annullata dal Consiglio di Stato) immaginarono anche di avere in città un hotel di supporto ai diportisti importanti che sarebbero scesi nel nuovo porto di Viareggio, quello che doveva nascere al Triangolino.
E prima dei Ferragamo all’Excelsior aveva pensato anche Finedil col gruppo che gestiva il Principe. Una grande operazione: rilevare Excelsior e il bagno Principe. Avere così 200 camere di lusso e un vero centro benessere. Della partita sembrava starci anche Leandro Gualtieri, l’imprenditore pratese (Filpucci) che ha letteralmente inventato Saturnia.
Questo per capire cosa poteva valere l’Excelsior (e anche Viareggio) prima di trasformarsi in una sorta di rudere sulla ex passseggiata più belle d’Italia.
Se entrate da Galliano le foto del film «Una vita difficile» con Alberto Sordi hanno come sfondo l’Excelsior. La scorsa estate, invece, quando Paolo Virzì scoprì che l’hotel era sprangato, spostò subito il set notturno dalle parti del Margherita.
Ultimamente l’amministratore della spa che ne è proprietaria è intervenuto sulla Nazione per annunciare grandi lavori. Intanto la cupola è mangiata dall’umido e chissà che tipo di infiltrazioni ci sono dentro. Altro che grandi lavori: hanno messo un po’ di terrazzi in sicurezza e stop. Da ricordare che l’edificio è vincolato, fuori ma anche dentro dalla Soprintendenza ai Monumenti. Quindi è difficile sventrare muri e fare appartamenti là dove sono le camere. Ma una soluzione, in qualche modo deve essere trovata.
La prima cosa è che l’amministrazione Del Ghigaro convochi la proprietà, si faccia dire che intenzioni ha e queste intenzioni poi le comunichi anche ai cittadini. Nessuno contesta i diritti della proprietà privata, ma l’Excelsior non è solo un albergo, ma simbolo e trave portante di una delle piazze più belle d’Italia. Dove sono custodite le memorie di Puccini e le opere di un artista come Giulio Turcato. Senza domenticare il segno che Galileo Chini ha lasciato sulle pareti dell’Excelsior. Ce n’è fin trope perché quei calcinacci diventino un caso.
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