Italia
Caccia ai ragazzi che hanno avvelenato il cane
Rabbia e indignazione a Pietrasanta, scatta l’inchiesta. «Chi sa deve denunciare i responsabili»
PIETRASANTA. Per il momento sono ignoti, celati dietro una vile crudeltà, gli autori dell'avvelenamento di un cagnolino avvenuto alcuni giorni fa a Pietrasanta. Per il momento perché la Polizia municipale ha aperto un fascicolo d’indagini in quanto i reati di maltrattamento e uccisione di animali sono perseguibili d’ufficio con pene che vanno da 4 mesi a 2 anni di reclusione: l’obiettivo è quello di restringere la cerchia degli eventuali responsabili, andare a fondo di un episodio che ieri, dopo la lettura del giornale, ha creato sconcerto e rabbia in mezza città.
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La testimone. In realtà chi ci ha raccontato le botte e poi l’avvelenamento del piccolo meticcio senza collare che girovagava per Pietrasanta alla ricerca di un boccone e di un riparo, anche nella giornata di ieri ha ribadito di non essere intenzionata, al momento, a sporgere denuncia. «Questi ragazzi adesso sanno che non solo la sottoscritta, ma tutta la comunità è a conoscenza dell'episodio. E il loro comportamento, temendo di essere controllati, sarà di conseguenza. Del resto, in una denuncia - ha detto - sarebbe stata la mia parola contro la loro: ho una delicata situazione familiare e quindi, in questo momento, non mi sento di fare altro né di essere chiamata in causa. Da vigliacchi non denunciare? Non ho avuto paura ad affrontare questi ragazzi e ho fatto il possibile per salvare il cagnolino: poi, nelle situazioni, bisogna esserci, per giudicare».
Il sindaco. Parole rigettate dal sindaco Massimo Mallegni. «Comprendo lo stato d’animo della cittadina, ma con l’omertà le azioni restano impunite. E io l’omertà non l’accetto perché talvolta è ancora più grave di chi uccide un animale. Ed è il primo tassello per favorire questi fenomeni. Dieci scemi non possono mettere in difficoltà 800 metri quadrati di territorio. L’amministrazione ha il dovere di agire per garantire la sicurezza: abbiamo avviato un percorso attraverso la convenzione di Polizia Municipale e l’installazione delle telecamere. Tappezzeremo il comune di impianti di videosorveglianza. Abbiamo previsto, nel bilancio 2016, risorse importanti per la sicurezza e l’ordine pubblico che è una priorità per questa amministrazione» fa sapere Mallegni, già nel mirino dei residenti del centro storico per gli eccessi della movida notturna.
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«In ogni caso- prosegue il sindaco - stiamo parlando di situazioni circoscritte nei confronti delle quali interverremo con durezza i cittadini devono coadiuvare le forze dell’ordine per sancire la differenza tra un territorio governato dove fenomeni di teppismo e maleducazione sono scoraggiati e un territorio abbandonato dove invece sono consentiti. Il servizio di Polizia Municipale congiunto con Seravezza e il piano di videosorveglianza sono gli strumenti, insieme al coinvolgimento interforze, per dare le risposte che i cittadini si aspettano. Solo dopo una cura di mesi potremo arrivare a risolvere una problematica che è delimitata ad alcune zone. Le autorità sono al lavoro e presto potrebbero esserci novità».
L’associazione animalista. Ma c’è chi, e non solo a parole, è pronto a supportare, in ogni sede, la testimone dell'avvelenamento. «Se, come mi auguro, la signora intimidita avesse voglia di contattarmi, sarei ben lieta anche solo di ascoltarla e consigliarla, oltre che di tutelarla - dice Michela Bertolozzi, presidente dell'associazione Nati liberi Versilia onlus e da anni in prima linea contro ogni forma di maltrattamento a danno di cani e gatti sul territorio nazionale - se davvero dei ragazzini sono stati capaci di commettere una crudeltà così grave a danno di quello che dovrebbe essere il fedele amico a quattro zampe, l’impunità consentirebbe loro non solo di accanirsi di nuovo in futuro contro qualche altro animale sventurato, ma anche di commettere ancor più gravi reati, magari a danno di qualche ragazzino più debole. Del resto, girano già voci di quartiere che invocano il linciaggio dei colpevoli e l’unico modo per scongiurare che si inneschino questi meccanismi a è consentire che la giustizia faccia il proprio corso. Per questi motivi è auspicabile che la testimone prenda coraggio e faccia i nomi dei colpevoli. Informerò dell'episodio - fa sapere Bertolotti - la Procura di Lucca. Inoltre, poiché non esistono a Pietrasanta randagi senza microchip, ma solo cagnolini padronali libertini, abituati a gironzolare liberi, si invitano i proprietari che avessero smarrito il proprio cane in questi giorni a denunciarne lo smarrimento alle autorità, per agevolare le indagini. Invito chiunque avesse informazioni a contattarmi presso il mio studio legale in via Garibaldi».
Simonini. Amareggiato Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente. «Pietrasanta non può essere ostaggio di un piccolo gruppo mafioso di disgraziati senza valori. Perché minacce, intimidazioni e vandalismi sono atti mafiosi. Nonostante questo nessuno denuncia, nessuno parla, tutti assuefatti a un clima intimidatorio che si fa pesante. Chi ha commesso un gesto del genere non è degno di essere membro della razza umana. Che le forze dell’ordine intervengano e che il Comune si costituisca parte civile contro i delinquenti».
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