Gioco
L’orologio dei revisori: bilanci, conto alla rovescia
Quattro mesi di tempo per mettere a punto una mole di adempimenti Il verbale: «Concentrazione di scadenze che potrebbe risultare ingestibile»
VIAREGGIO. Quattro mesi al massimo per approvare (anche alla luce delle nuove normative in materia di conti pubblici) il rendiconto 2014 e la parificazione dei conti Tesoreria e degli altri agenti contabili (Patrimonio, Mover, Erp, albergatori); il riaccertamento straordinario dei residui «per adeguamento ai principi contabili dell’armonizzazione»; il bilancio di previsione 2015 armonizzato; il rendiconto 2015 e parificazione dei conti Tesoreria ed altri agenti contabili; il bilancio di previsione 2016-2018. E tutta un’altra serie di adempimenti da portare a termine nei 120 al massimo, come ricordano i revisori dei conti del Comune. All’assessore al bilancio, Laura Servetti, dunque il lavoro non mancherà.
Sono gli stessi revisori (Daniele Limberti, presidente del Collegio, con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano) a raccomandare: «Onde evitare una concentrazione di scadenze che potrebbero risultare ingestibili con possibile grave pregiudizio, si raccomanda di procedere con urgenza a predisporre tutta la documentazione relativa al rendiconto 2014 e alla parificazione dei conti degli agenti contabili ed il provvedimento di riaccertamento straordinario dei residui per il passaggio all’armonizzazione. Tenendo in debito conto, tra l’altro, l’obbligo di appostare tra i capitoli di spesa idonei accantonamenti per i crediti di dubbia esigibilità tra cui quelli per le liste di carico di crediti per Imu, Tasi, Tari/Tares/Tarsu, ruoli e simili».
Non sarà una passeggiata, dunque. Anche perché di bilancio non si è fin qui parlato più di tanto, al punto che non si è ancora tenuto il consiglio comunale chiesto dalla minoranza sul tema del dissesto che ormai ha compiuto il suo primo anno. Dissesto che si è mescolato con le scelte in materia di società partecipate. Un tema, questo, che il verbale dei revisori dei conti approfondisce delineando uno scenario un po’ più complesso di quello messo sul tavolo dall’amministrazione Del Ghingaro, che ha spinto con forza verso il fallimento della Viareggio Patrimonio, ritenendo così di non vedersi gravare sul bilancio comunale anche il disastro della regina delle partecipate. I revisori contestano la scelta con ampie motivazioni supportate da casistica e giurisprudenza, ma non è solo questione da discutere in punta di diritto.
«Quanto non viene oggi compreso nella “massa passiva” - scrivono i revisori con riferimento a quell’importo che l’Organismo straordinario di liquidazione determinerà come dovuto ai creditori del Comune - potrà essere domani a totale carico del bilancio del Comune. In tal senso, quanto conosciuto, maturato ed accertato entro la data del 31 dicembre 2013 dovrebbe legittimamente conservare le caratteristiche per essere compreso nella massa passiva, anche attraverso l’utilizzo dello strumento della transazione stragiudiziale». E non solo. Perché i revisori non fanno un passo indietro da un aspetto centrale del loro ruolo: «La necessità, che si impone, di valutare - nell’interesse pubblico - quali siano gli effetti in particolare del fallimento che influiranno sui bilanci futuri dell’Ente» che prima o poi dovrà tornare a rivedere la luce.
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