Il Tirreno

Versilia

Trentasette persone in attesa di cambiare sesso

Trentasette persone in attesa di cambiare sesso

Arrivano da tutta la Toscana e si sono rivolti al Consultorio Transgenere che lavora per migliorare l’assistenza a chi intraprende questo difficile percorso

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VIAREGGIO. C’è una giovane madre che per non deludere la famiglia si è sposata, ha messo al mondo due figli e poi non ce l’ha fatta più: ha deciso di intraprendere il percorso per il cambio di sesso e oggi vive, da uomo e con serenità, il suo essere madre. C’è un operatore ecologico che è riuscito, grazie alla disponibilità dei suoi datori di lavoro, a non perdere la propria occupazione: durante la terapia per il cambio di sesso è stato trasferito in ufficio. Ora è una donna, è tornata a lavorare con i colleghi di un tempo.

Storie difficili, storie di persone - tante - in cerca della propria identità che in otto anni sono state accolte, seguite, sostenute dal Consultorio Transgenere di Torre del Lago nato grazie alla sensibilità di chi, come Regina Satariano, si batte da tempo per i diritti delle persone transgender, e alla disponibilità a finanziarlo della Regione.

Delle storie di queste persone, del lavoro portato avanti da Regina, dai volontari, dai medici del consultorio si è parlato ieri a Lido di Camaiore, nell’Auditorium dell’ospedale Versilia, in occasione dell’ottavo “compleanno” di questo servizio. Un’occasione per raccontare quello che è stato ed è il consultorio, ma soprattutto porre le basi per un suo ulteriore sviluppo.

Intanto sul fronte delle risposte da dare alle persone che hanno avviato il percorso per il cambio di sesso e, pur avendo in mano il via libera del tribunale, sono in attesa dell’intervento chirurgico per diventare a tutti gli effetti uomo oppure donna. «Attualmente abbiamo 37 persone, seguite dal Consultorio - in lista di attesa per l’intervento - spiega Regina Satariano - Grazie al protocollo d’intesa siglato cinque anni fa con l’ospedale di Cisanello vengono realizzato circa 12 interventi l’anno, vorremmo portali a 18». Una collaborazione preziosa, quella con l’ospedale pisano, a cui si aggiunge quella con l’ospedale di Careggi. «Con il tempo - prosegue Regina - stiamo mettendo insieme una equipe specializzata e altamente formata, guardando anche ad altre esperienze analoghe a livello nazionale a cominciare da quella del Mit. Quello che sta facendo anche il professor Girolamo Morelli che opera a Cisanello e che sta mettendo su un gruppo ad hoc per questo tipo di interventi».

E l’esperienza accumulata in q uesti anni suggerisce anche altri spunti per far crescere e migliorare il consultorio torrelaghese. «Ci siamo accorti della necessità - conclude Regina - di dotarci di psicologi in grado di seguire le persone transgender ma anche i loro familiari: anzitutto i figli, specie se minori, ma anche mariti, mogli, compagni e compagne che hanno bisogno e un sostegno psicologico specifico».

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di Redazione web