Italia
Raddoppiati i canoni Balneari in rivolta
Aumento choc dell’imposta sulle concessioni delle spiagge
VIAREGGIO. Il blitz arriva di lunedì sera, nell’ultima seduta della giunta regionale dedicata alla legge di stabilità. Scorrendo tra le imposte da ritoccare, gli occhi del governatore Enrico Rossi e dei suoi assessori si fermano sulla voce “Concessioni demaniali marittime”. Quelle, per intendersi, in mano agli stabilimenti balneari per la gestione delle spiagge. E la scelta cade sulla stangata. Dal 2016 l’imposta che la Regione applica sul canone pagato dai balneari allo Stato - in realtà versato tramite il Comune - passerà dal 25 al 100%. In pratica, il canone demaniale raddoppia. E tra i balneari, che non se l’aspettavano, scoppia la rivolta. Anche perché a questa notizia se ne aggiunge presto un’altra: è l’unico aumento delle tasse deciso da Firenze.
La scelta della Regione. Chi ha in concessione un tratto di spiaggia attrezzata, leggi gli stabilimenti balneari, paga un canone al Comune e un’imposta alla Regione. La tassa regionale è ora il 25 per cento del canone: va pagata ogni anno entro il 31 dicembre (mentre il canone vero e proprio scade a settembre). Ebbene, dal prossimo anno - a meno di bocciature clamorose - l’imposta passerà al 100 per cento. Chi ha una concessione pagherà il canone ai Comuni e esattamente lo stesso importo alla Regione. «La legge - spiega una nota della Regione - consentiva di alzare l’imposta fino al 300 per cento. Il ritocco permetterà di incassare 10,35 milioni di euro contro i 2 milioni e 750mila riscossi nel 2014». Come detto, l’aumento è stato deciso dalla giunta nella legge di stabilità e verrà inviato ai sindaci revisori. Poi dovrà passare dall’esame del consiglio regionale.
Il rincaro. A spiegare bene cosa accadrà è Luca Petrucci, titolare del bagno Alberto a Lido e presidente dei balneari lidesi. «Oggi - afferma Petrucci - pago circa 9.000 euro di canone demaniale, più 2.000 euro circa per l’imposta regionale: in totale sono 11.000. Con questo rincaro andrò a versare complessivamente 18.000 euro». Secondo Petrucci, «è un aumento insostenibile, perché va ad aggiungersi alle imposte che già paghiamo in abbondanza, dall’Iva alla Tasi, passando dai rifiuti. Di conseguenza, andrà rivisto».
La mobilitazione. Ma davvero è stato un fulmine a ciel sereno? Pare proprio di sì. Nonostante si parlasse da tempo dell’ipotesi di incrementare l’imposta regionale, che già nel 2013 era salita dal 15 al 25%. «Non ci hanno detto nulla, né direttamente né tramite le associazioni di categoria», è la protesta dei leader versiliesi. Eppure per i balneari, che da ieri mattina stanno tempestando di telefonate le associazioni e la stessa Regione, il fatto che la decisione della giunta non sia ancora legge è un punto su cui fare leva per bloccare tutto. Così Fabrizio Lotti, balneare maremmano e presidente regionale del sindacato Fiba: «Ho chiamato subito Firenze, e mi è stato assicurato che non c’è alcuna delibera di giunta. Mi è stato riferito che la questione sia in fase di valutazione in accordo con l’assessore regionale all’economia Stefano Ciuoffo. E che sarà aperta una discussione sulla materia con gli stessi balneari». Ma la prima considerazione - ripresa anche da alcuni colleghi versiliesi - è smentita dai fatti: la decisione, per quanto riguarda la giunta, è già stata presa. Non a caso è stato fatto un comunicato ufficiale da parte della Regione, che certo non si può definire una voce. Discorso diverso sul confronto che i balneari hanno già chiesto a Firenze: «Probabilmente - suggerisce il titolare di uno stabilimento che non vuole essere citato - hanno “sparato” alto per poi tornare parzialmente indietro. E applicare comunque l’aumento, spiegandoci che ci sono venuti incontro».
Il futuro incerto dei canoni. Il rincaro sull’imposta regionale si inserisce in un quadro incerto. È in discussione un progetto - di cui Il Tirreno ha dato conto - di far passare le spiagge e le zone demaniali dalle mani dello Stato a quelle della Regione. Che a quel punto riscuoterebbe l’intero canone demaniale. Per Firenze, un’operazione economica monstre. Ma con questa stangata in vista molte cose dovranno essere ridiscusse.
@matteotuccini
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