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Oggi riunione d’emergenza «Una mazzata»

Oggi riunione d’emergenza «Una mazzata»

Monti e Petrucci: posti di lavoro a rischio «A Viareggio non puliremo più la spiaggia»

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VIAREGGIO. «Una mazzata». «Una cosa gravissima». «Un fatto inaudito». Dai 420 stabilimenti balneari della Versilia si leva alto il grido di indignazione contro la stangata sui canoni demaniali decisa dalla Regione. E i toni si fanno durissimi. Anche perché - spiegano i titolari dei bagni - «ci attaccano per i canoni, dimenticando la valanga di tasse che paghiamo in generale».

Per discutere di questo - informa il decano dei concessionari viareggini, Graziano Giannessi - è stata convocata una riunione d’emergenza di tutti i balneari versiliesi, che si incontrano oggi alle 15 nella sede dell’associazione di Lido. È chiaro che si andrà a Firenze per un confronto, anche molto aspro, con il governo regionale. Ma non si escludono proteste ancora più clamorose.

«Siamo pronti a non pulire più la spiaggia - sbotta Carlo Monti, presidente dei balneari di Viareggio - ogni anno un maxi-intervento di pulizia dell’arenile ci costa 50.000 euro, è un favore che facciamo al Comune di Viareggio. Può anche finire qui. Ci dicono che i nostri canoni sono troppo bassi? Ci si dimentica che su 200.000 euro di incasso stagionale dobbiamo versarne 44.000 di Iva, che per noi è al 22% invece che al 10 come per le altre imprese turistiche. Il 16 novembre, quando ci sarà proprio il saldo dell’Iva, molti di noi andranno gambe all’aria. A dispetto di una stagione che è stata positiva, ma che non ripara una crisi di anni».

Per i balneari questo rincaro potrebbe avere effetti sull’occupazione. «Se mi aumentano canone, Tasi, rifiuti e così via - spiega Luca Petrucci, presidente dei concessionari di Lido - devo necessariamente capire se e cosa posso tagliare. E il bagnino o il cameriere mi lavorano meno». Anche Francesco Verona, presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, esprime preoccupazione: «È una stangata inaccettabile che ci mette in difficoltà. Con i colleghi della Versilia decideremo come muoverci per convincere la Regione a tornare indietro».

«Una mossa a sorpresa quella della Regione - affermano i balneari di Forte dei Marmi - arrivata in un momento complesso, in cui l’incertezza e gli aumenti registrati a tutti i livelli, hanno messo in crisi non poche realtà. A parole dicono che ci vogliono aiutare, ma nei fatti mettono in ginocchio le nostre aziende che hanno, a differenza del comparto turistico (alberghi, campeggi) l’Iva al 22% anziché il 10% come gli altri. Una proposta inaccettabile che speriamo sia discussa quanto prima con gli operatori ed i sindacati, perché non si può far cassa su un settore in crisi da anni». Infine, Emiliano Favilla del Comitato salvataggio imprese: «Decisione iniqua, Enrico Rossi faccia marcia indietro». (m.t.-a.p.).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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