Il Tirreno

Versilia

quaranta anni dopo

Il ricordo degli agenti uccisi

Omaggio a Mussi, Lombardi e Femiano a Viareggio e Pietrasanta

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VIAREGGIO. Domani ricorre il 40° anniversario dell'eccidio degli agenti di polizia Gianni Mussi, Giuseppe Lombardi e Armando Femiano, avvenuto il 22 ottobre 1975 in un conflitto a fuoco con i banditi in località Montiscendi, al confine tra Querceta e Pietrasanta. Alle 9,30 è prevista una messa presso la Chiesa della Misericordia di Viareggio in via Garibaldi. Seguirà alle 10,30 la deposizione di una corona di allora in piazza Garibaldi al Monumento dei caduti, poi alle 11,15 a Montiscendi è in programma un'altra cerimonia commemorativa alla quale prenderà parte il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni,il vice porefetto, Samuele De Lucia, Questore Vincenzo Ciarambino, i rappresentanti dei sindaci versiliesi.

È prevista anche la presenza di 50 studenti dell'istituto scolastico Enricio Pea di Marzocchino. Ci saranno anche i familiari degli agenti uccisi, il collega Giovan Battista Crisci, che rimase ferito e che da allora li ricorda organizzando il Meeting Internazionale di Nuoto, quello relativo ai Master, oltre un Premio scolastico che coinvolge le scuole della Versilia. Ci saranno anche i rappresentanti dell'associazione della Polizia di Stato.

Quarant'anni fa intono alle 6,30 del mattino, dopo indagini condotte dalla Questura della Spezia, insieme al Commissariato di Viareggio, personale delle Questure di La Spezia e Lucca, della Criminalpol e del Commissariato di Viareggio eseguivano una serie di perquisizioni nelle località, disposte dalla Procura della Repubblica di Lucca e dirette alla ricerca di un pericoloso evaso, oltre che di armi e munizioni. Una squadra di investigatori, coordinata dal Capo della Squadra Mobile di La Spezia si diresse alla perquisizione di una abitazione in costruzione in Via del Lago 17 a Montiscendi, accanto a un bosco ed a una palude, ritenuta centro operativo di un gruppo di criminali responsabili di rapine tra Liguria e Toscana. Quando i poliziotti si avvicinarono alla casa dalla tenda che fungeva da porta fece capolino un giovane che chiese agli agenti chi fossero. Gli agenti si qualificarono ed entrarono nell’abitazione. A questo punto, mentre il Dirigente della Squadra Mobile della Spezia ritornava in auto a prendere il decreto di perquisizione, il giovane diceva agli agenti che si sarebbe vestito ed entrava in una stanza, seguito dai poliziotti. All’interno di questa stanza si trovava però l’evaso, armato di mitra che aprì il fuoco contro di loro, uccidendo sul colpo l’appuntato Femiano e l’appuntato Lombardi. Il brigadiere Mussi, ferito al braccio ed alla testa, cercò di guadagnare l’uscita, ma fu colpito da altre raffiche di mitra. Il complice che aveva accolto gli agenti ferì gravemente, Giovan Battista Crisci, poi entrambi i criminali cercarono di fuggire all’esterno, sparando all’impazzata e ferendo altri tre agenti. Alla fine, vistisi circondati, i due assassini si arresero e furono arrestati, rischiando poi il linciaggio dalla popolazione al Commissariato dove furono portati.

Roy Lepore

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