Gioco
Le medaglie di Maffei restano dai vigili urbani
La figlia Gloria attende un segnale dal sindaco: «Sono combattuta. Non so se attendere il museo dello sport o portarmi tutto a casa, anche la targa allo stadio»
VIAREGGIO. Il caso Maffei resta complicato. Soprattutto non si placa il risentimento della figlia Gloria, al quale si aggiunge anche quello del nipote Arturo, che ha praticato come l'illustre nonno, atletica leggera.
Ieri mattina insieme al consigliere comunale, Alessandro Santini, il primo ad accorgersidella rimozione dei cimeli (coppe, medaglia, targhe, foto, ritagli ) dalla bacheca in Comune ad cartone in una stanza dei vigili, è stata organizzata una conferenza stampa.
«Sono rimasta male per quanto accaduto e per come è stata gestita la cosa - spiega Gloria Maffei, ex titolare del Britannia - la memoria di mio padre è stata offesa. Lui che portava Viareggio nel cuore, era salmastroso, e molto affezionato alla città. Sinceramente non comprendo il perchè siano stati rimossi i suoi ricordi. Le coppe che lui lucidava ogni mattina si trovano dentro una scatola in una stanza del nuovo comando della polizia municipale: solo grazie alla gentilezza di una agente che ha tolto gli scatoloni dall'esterno e che ringrazio. Mio padre non si meritava un trattamento del genere».
Gloria Maffei aveva chiesto spiegazioni al sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Ho inviato un messaggio al sindaco e devo dire che con gentilezza mi ha risposto, dicendo di fissare un appuntamento tramite la segretaria. Forse sbagliando, ma l'ho fatto in buona fede ho esternato questa mia gioia alla stampa per far sapere che il sindaco si sarebbe interessato alla questione, ma questo non è stato gradito dal primo cittadino. Ha voluto evidenziare che il suo era un incontro privato: non gli è piaciuto sia stato reso pubblico. Non vedo cosa ci fosse di male, ma ho inviato due messaggi di scuse per far comprendere al sindaco, che il mio era stato un gesto fatto in buona fede. Ma non mi ha risposto. Non ho avuto nè da lui, nè da nessun altro dell'amministrazione una spiegazione per cui sono stati rimossi i cimeli che mio padre ha donato alla città ».
Ed ora cosa chiede?
«Semplice. Che vengano rimessi in Comune in attesa della realizzazione del Museo dello sport, che il Comune intende realizzare, come ho letto sulla stampa. E sono combattuta: non so se andarmi a riprendere tutto, in attesa poi di decidere se darli al Museo dello Sport. Ho informato anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, anche da lui attendo una risposta. Ringrazio Alessandro Santini e tutti coloro che mi stanno aiutando, giornalisti compresi, che hanno conosciuto mio padre e sanno il valore di quello che era custodito. Pronta a togliere anche la targa che si trova allo Stadio, dove gli è stata intitolata la pista»
Alessandro Santini tiene a precisare che la bacheca era stata posizionata dall’ex sindaco, Luca Lunardini e lui che faceva parte di quella amministrazione ha creduto di prendersi a cuore la vicenda. «Dopo averli spostati dallo stadio al Comune per dare visibilità a questo tesoro - dice Santini - è giusto che tutto ritorni come prima. Leggere che lo spostamento è stato motivato dalla realizzazione del Museo dello Sport, al quale aveva pensato, senza concretizzarlo, l'ex assessore Antonio Nicoletti, mi è sembrata una presa in giro e una offesa per la famiglia Maffei. Non ci sono schieramenti politici nello sport, destra o sinistra, sono solidale con i consiglieri Stefano Pasquinucci e Luca Poletti e con chi cerca una soluzione a questa vicenda».
Roy Lepore
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