La protesta
«Il caldarrostaio deve restare in piazza»
Pietrasanta, si accende la polemica dopo la cacciata di Roberto Palma e dei suoi strumenti dalla zona del Duomo
PIETRASANTA. L'allontanamento del venditore di caldarroste da piazza Duomo? «Un provvedimento politicamente stupido». Parole di Fabio Simonini, Pietrasanta Indipendente, a margine di una querelle che sta impazzando nel centro cittadino, con annessa raccolta di firme a sostegno di Roberto Palma, l'uomo delle caldarroste, cacciato dalla piazza dopo 35 anni di attività.
La storia (e la polemica) è legata al tentativo della giunta di ridurre la presenza di saltimbanchi e mangiafuoco nella piazza più bella della Versilia. Un tentativo per evitare che piazza del Duomo diventi una corte dei miracoli, compreso il problema di una movida che ormai ha perso ogni connotato di divertimento per diventare solo un peso per la città.
In ogni caso, come accade sempre in Italia, si chiede di fare un’eccezione per il caldarrostaio. «Questa amministrazione comunale è o non è per la riscoperta e la tutela delle nostre tradizioni? E allora perchè cacciare dalla piazza i gesti sapienti di un uomo che da 35 anni sforna castagne per i nostri concittadini, per i turisti, per chiunque transita nel nostro luogo simbolo , e lo fa con gli strumenti propri del suo mestiere, che in fondo altro non è che un'arte. Credo che certi personaggi - spiega Simonini - andrebbero preservati e non censurati, tutelati come un dono raro; non allontanati dal centro, ma messi al centro di una comunità, perché presenti nel dna della comunità stessa».
Per Simonini: «Certe tradizioni sono il folklore nobile di una collettività, la nostra; ostacolarle significa disconoscere la propria identità, la nostra. I regolamenti in questo caso non servono a niente, se non a ricordarci da quanto tempo abbiamo perso il buon senso, che dovrebbe essere la prima delle bussole. Lo dice il regolamento ? Ci appelliamo davvero a un regolamento, per giustificare un allontanamento di 100 metri? I regolamenti nascono anche per essere modificati. Basta che ci sia una volontà politica; una politica che ancora una volta ha dimostrato tutta la sua miopia. Ribadisco ancora una volta, pezzo dopo pezzo, stiamo perdendo ciò che ci ha reso unici e irripetibili - evidenzia Simonini - e quando ce ne renderemo davvero conto, non ricorderemo più chi eravamo».
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