Gioco
L’appello dei medici «Niente panico ma vaccinatevi»
Le dosi sono gratis per oltre trentottomila versiliesi Gli ultimi dati dicono che solo una minoranza l’ha fatto
VIAREGGIO. Sono un centinaio al giorno le telefonate fatte all’Asl per prenotare il vaccino contro la meningite. Ma la Versilia, da questo punto di vista, è in ritardo. Perché a dispetto dei 38.000 cittadini che sono residenti nel territorio dei sette Comuni e che possono avere gratis le dosi anti-meningococco C, solo una minoranza - gli ultimi dati dicono sotto i cinquemila - sono quelli che l’hanno fatto. Perciò i medici, anche su Facebook, invitano gli utenti a vaccinarsi e a smettere di credere ai fantasmi antiscientifici che popolano il web.
A dire la verità i versiliesi, dopo gli ultimi casi di meningite - e quello di ieri farà da ulteriore spinta - si sono dati una smossa. Tanto da mandare in tilt i centralini dell’Asl. Le troppe chiamate hanno mandato fuori uso gli sportelli dell’azienda sanitaria versiliese, tanto da obbligarla ad aggiungere una linea telefonica, in modo da avere tre operatori, anziché due, per la gestione degli appuntamenti. Che fino alla fine di ottobre sono già tutti presi. «In linea di massima - hanno spiegato giorni fa dal Dipartimento di prevenzione, che sta seguendo la campagna anti-meningite - il paziente deve aspettare tra i 15 e i 20 giorni prima di veder soddisfatta la propria richiesta». La stessa Regione, tramite l’assessore Stefania Saccardi, ha invitato le Asl ad accelerare e a rispettare il limite dei 20 giorni per un appuntamento.
Grazie a questa accelerata e ai casi di cronaca registrati negli ultimi mesi - compresi quelli fuori zona - settembre è stato il mese in cui l’assalto degli utenti è stato più rilevante, dopo un luglio e un agosto in cui le domande non erano state moltissime.
Le ultime statistiche dell’Asl parlano di 1.400 vaccinazioni eseguite solo a settembre negli ambulatori dei distretti: 350 a settimana. Altre sono state fatte dai medici e dai pediatri di famiglia che hanno aderito alla campagna di prevenzione della Regione: a questi professionisti, che hanno il compito di alleggerire il lavoro dei distretti, sono state distribuite altre 800 dosi.
Come detto, non bastano per coprire le tantissime richieste (quasi il doppio). Ma bisogna considerare che nelle due fasce maggiormente interessate dalla campagna (quella dagli 11 ai 20 anni e quella dai 21 ai 45) ci sono poco meno di 40.000 persone. Non è semplice, insomma, riuscire ad arrivare a tutti. Tra l’altro, il richiamo - cioè la lettera con cui si invita il paziente a fare la vaccinazione - è stato ordinato soltanto per la fascia 11-20.
L’Asl a questo scopo ha aggiunto una linea telefonica, e lo stesso Dipartimento sta dando supporto con i propri medici all’attività dei centri dedicati alla battaglia anti-meningite. E cioè gli ambulatori al distretto in zona Coop a Viareggio, quelli all’ex ospedale Lucchesi a Pietrasanta e la Croce Bianca a Querceta. Come detto, però, il lavoro da fare è tanto. E non mancano disguidi e proteste, come segnalato più volte dal Tirreno.
Ma chi deve fare il vaccino? La campagna avviata dalla Regione Toscana la raccomanda alle persone di età compresa tra gli 11 e i 20 anni (compresi). Il vaccino è inoltre offerto gratuitamente anche alle persone fino a 45 anni (compresi).
Per la somministrazione è possibile rivolgersi al proprio medico o pediatra.
Nel caso in cui il proprio medico o pediatra non abbia aderito alla campagna di vaccinazione, è possibile prenotare il vaccino telefonando all’Asl 12, chiamando i seguenti numeri: 0584 6058845, 0584 6058935 e 0584 6058857 dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,30.
Agli utenti viene somministrato il vaccino contro la meningite del ceppo C. In realtà si tratta di un “tetravalente”, nel senso che fornisce una copertura contro i ceppi A, C, W e Y della meningite. La copertura ha lo scopo sia di impedire che il paziente si ammali, sia che diventi portatore.
L’Asl invita gli utenti a farsi vaccinare, per portare a termine la campagna nata in seguito all’allarme per i sette casi di morti in Toscana. Ma soprattutto si invitano i cittadini a non fidarsi delle sciocchezze che quotidianamente vengono dette o pubblicate su Internet. In gioco c’è la salute. (m.t.)
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