Gioco
Viareggio porto, la nautica fa la sua proposta
Ma da Lucca arriva la notizia di un rinvio imminente per l’assemblea dei creditori fissata al 26
VIAREGGIO. Il comunicato arriva nella tarda serata da parte di Pietro Angelini, direttore del consorzio “Navigo”. Poche righe, senza dettagli, per annunciare che «un gruppo di cantieri leader e imprese delle produzioni nautiche, della fornitura e dei servizi del comparto nautico toscano hanno, nella giornata odierna, presentato al commissario giudiziale una manifestazione di interesse per l'acquisizione del complesso aziendale Viareggio Porto in liquidazione». Inizia così - continua Angelini - un percorso di approfondimento tecnico ed economico molto accurato con il fine di valutare sostenibilità strategica e fattibilità economico-finanziaria della partecipazione al prossimo bando di gara con un nuovo soggetto giuridico in grado di operare in modo competitivo sul fronte mediterraneo ed internazionale».
Intanto, però, da Lucca arrivano indiscrezioni che danno per certo il rinvio dell’adunanza dei creditori che il Tribunale ha fissato per il 26 ottobre. La perizia disposta dallo stesso Tribunale fallimentare sul valore della società pubblica è ancora in alto mare. In questi mesi si è tentato, così si rac conta, di capire che fare con il nodo delle concessioni della Viareggio Porto. Quelle della Madonnina che scadono nel 2020, una durata ritenuta troppo breve per giustificare l’investimento da parte di chi si candida a partecipare all’asta che starà al Tribunale indire, e quelle del Triangolino, della durata ben più lunga ma inutilizzabili per il vincolo ambientale che ancora vi grava come da Piano regolatore portuale.
Al centro dei desiderata c’è l’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli che avrebbe fissato un punto certo: la durata delle concessioni è quella in essere. Dunque il valore della società va calcolato sui parametri e sulle condizioni esistenti, date di scadenza delle concessioni comprese. Perché una via di uscita per assicurare già in fase d’asta una durata più appetibile non sembra essere consentita. Nonostante l’amaro in bocca che questa conclusione ha lasciato.
Intanto, per i diportisti della Madonnina è di nuovo tempo di pagamenti. Con tutte le questioni aperte già sollevate nel momento in cui la società pubblica è finita in liquidazione. (d.f.)
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