Gioco
Rinasce il bagno Sorriso con nuovi investimenti
Lo stabilimento era stato devastato da un incendio nel marzo dell’anno scorso Quasi finiti i lavori. Ed è stato chiesto il rinnovo della concessione per 17 anni
VIAREGGIO. Nuovi investimenti e una concessione di diciassette anni per rilanciare definitivamente il bagno Sorriso in Passeggiata, devastato da un terribile incendio nel marzo del 2014. Sono quasi terminati i lavori che daranno un nuovo volto allo stabilimento balneare, peraltro già riaperto dal luglio dello scorso anno grazie a strutture temporanee: tra queste, ombrelloni e cabine dati in prestito da altri stabilimenti vicini. I lavori termineranno in un tempo ragionevole, spiega il titolare Riccardo Barsotti, «per essere pronti per l’estate 2016».
La storia del Sorriso dimostra che negli stabilimenti balneari, e in generale nel turismo viareggino, si continua a credere. A dispetto della direttiva Bolkestein, e soprattutto di un episodio come l’incendio che il 21 marzo dell’anno scorso devastò i bagni Sorriso e Nido. Un rogo doloso, che distrusse arredi in legno vecchi di 90 anni. Mai chiarito perché sia stato appiccato il fuoco: i titolari dei due stabilimenti balneari hanno sempre negato di avere avuto dei problemi o delle minacce, anche se nei giorni precedenti c’erano già stati degli avvertimenti al Sorriso.
Fatto sta che a poco più di tre mesi dall’incendio - dopo aver ripulito dai detriti tutta l’area - i concessionari sono riusciti a riaprire il bagno. Grazie al supporto anche dei colleghi, che hanno prestato strutture e materiale. L’attività imprenditoriale è potuta ripartire in piena estate. E si è svolta anche in quella appena trascorsa. Nel frattempo - per la precisione a marzo scorso - il Comune ha dato il via ai lavori di ristrutturazione del Sorriso. Che con i suoi titolari Riccardo Barsotti e Mansueto Pardini ha chiesto - tramite la presentazione di un piano di investimenti - il rinnovo della concessione per diciassette anni. Questa richiesta, come già scritto dal Tirreno, è possibile grazie al Codice della navigazione e soprattutto a una legge del 1993, la 494. Che dà la possibilità al concessionario, in caso di investimenti importanti per cui è previsto un piano di rientro pluriennale, di chiedere una proroga del titolo. Ora si attende la risposta del Comune, che ha reso pubblica la procedura come da prassi.
Ma perché si investono ancora dei soldi in uno stabilimento balneare, contravvenendo a un’opinione comune tra gli stessi balneari, e cioè che investire con lo spauracchio Bolkestein di fronte significa buttare via del denaro? La risposta potrebbe essere questa: alcuni concessionari hanno capito che se non dimostrano di credere nella loro attività, non ci si farà troppi scrupoli a mandarli via. Anche perché chi vuole il loro posto potrebbe presentarsi con un piano ambizioso. Di fronte al quale il concessionario che non ha più sborsato un euro da anni si troverebbe a mal partito.
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