Il Tirreno

Versilia

Venti anni fa la paura della voragine

Venti anni fa la paura della voragine

Oggi il fenomeno del sinkhole è studiato e monitorato costantemente

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CAMAIORE. La grande paura, venti anni dopo, ha lo spessore, alto e rassicurante, di studi geologici e relazioni sui costanti controlli del terreno. E la certezza che quanto è possibile fare oggi per monitorare il fenomeno viene fatto. Proprio lì, al quartiere "Le Funi” non lontano dal centro storico, dove la terra 20 anni fa si è mangiata le case. Le ha ingoiate in un buco profondo 18 metri e largo 30 che solo dopo è stato chiamato con il suo vero nome: sinkhole. Un fenomeno geologico tipico di zone come quella di Camaiore, una conca ai piedi delle Apuane, che consiste nel crollo di cavità carsiche in profondità.

Quella notte, tra il 14 e il 15 ottobre del 1995, e nei giorni che seguirono la voragine improvvisa, incomprensibile, terrificante era "solo" un mostro agli occhi delle 110 persone rimaste senza un tetto. Il Comune le aveva fatte evacuare: inspiegabile e sospette le crepe in strada e sui muri apparse negli ultimi tempi. Sospetta la perdita di gas che diede l'allarme. Troppo rischioso restare. Così la voragine di Camaiore si è mangiata le case con tutto quello che c'era dentro. Ma almeno non le persone. Una grande tragedia fortunatamente, però, senza vittime.

La paura di quella notte è ancora viva nella memoria dei camaioresi, grazie - forse - anche alle drammatiche immagini che raccontano del crollo, pezzo dopo pezzo, delle case: alcune inghiottite del tutto, altre solo lesionate. Immagini ripubblicate sui social proprio in questi gironi. Per tutti i camaioresi vittima della voragine significò ricominciare a vive altrove, in nuove case, che vennero presto costruite. Per la città, l'intera Versilia e forse per lo Stato italiano stesso, quella di Camaiore fu una lezione sulla necessità di studiare e monitorare meglio il territorio e di predisporre adeguati sistemi di protezione civile.

«I segni di quella tragedia - spiega il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto che all'epoca aveva appena 14 anni - si riconoscono ancora. In quell’area c’è il sensore del sistema di monitoraggio del terreno. Al posto delle case ora c’è un prato diventato demanio indisponibile del Comune: non sarà più possibile costruirci nulla. Non solo: quanto accaduto 20 anni fa ha fatto sì che anche in una vasta area vicino ogni intervento imponga lo studio del terreno con carotaggi. E ha dato il là, come l’alluvione in Alta Versilia l’anno successivo e quella di camaiore del 1998, alla strutturazione del sistema di protezione civile che abbiamo oggi». La lezione della voragine, per Del Dotto, merita però di fare un passo ulteriore. «Stiamo valutando con il Ministero e la Regione - conclude Del Dotto - della possibilità di estendere l’esperienza del monitoraggio avviata per il sinkhole al controllo e allo studio di aree fragili dal punto di vista idrogeologico come purtroppo ce ne sono a Camaiore e in Versilia». (v.l.)

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di Redazione web