Gioco
Col factoring una risposta alla crisi
Antognoli: così si smuovono i crediti con le pubbliche amministrazioni
MASSAROSA. C’è uno strumento che può consentire alle aziende che vantano un credito nei confronti della pubblica amministrazione di entrare finalmente in possesso di ciò che spetta loro. È uno strumento finanziario, il factoring, che anche nel 2015, nonostante lo scenario recessivo e di restrizioni creditizie, ha mantenuto costante il proprio sostegno alle imprese, dimostrandosi particolarmente efficace per il rilancio dell’economia. Questo a livello nazionale ma, laddove è stato utilizzato, anche a livello locale.
Il merito è attribuibile alle caratteristiche proprie di questo innovativo istituto che consente alle aziende di trasferire i propri crediti, presenti o futuri, a una banca o a un operatore creditizio specializzato (il factor), scegliendo tra due formule alternative, il “pro soluto” (il factor acquisisce i crediti senza diritto di rivalsa nel caso in cui si verifichi un inadempimento del debitore) o il “pro solvendo” (il factor acquista i crediti con diritto di rivalsa sul cedente nel caso di mancato pagamento da parte del debitore).
A sottolineare le potenzialità di questo strumento è Gianfranco Antognoli, dello studio professionale Concredito. «Il factoring - spiega - è uno strumento finanziario che rappresenta una possibile soluzione al credit crunch oltre che una valida risposta per fronteggiare lo smobilizzo della massa dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazione. Ovviamente è un servizio retribuito, che nel caso di anticipi sui crediti è strettamente legato anche agli interessi, che cambiano a seconda delle condizioni presenti sul mercato di riferimento».
Nel 2014 il factoring è cresciuto del 2,81% rispetto al 2013, registrando un giro d'affari di 178 miliardi di euro. Tale crescita è tuttavia proseguita anche nel primo semestre del 2015, raggiungendo la soglia del 91,2 miliardi di euro, con un aumento del 6,12% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Nel complesso il factoring vale il 10% circa della ricchezza prodotta annualmente in Europa, mentre il mercato italiano vale l'11% del Pil e rappresenta quasi l'8% del mercato mondiale del factoring e oltre il 12% di quello europeo.
«Ciò posto - prosegue Antognoli - nella piena consapevolezza che nell'immediatezza non sarà possibile tornare ai livelli registrati durante il periodo pre-crisi, le aziende sono state chiamate a reinventarsi il modo per rimanere sul mercato, prendendo atto delle novità nel frattempo intercorse. In virtù delle considerazioni che precedono, il factoring rappresenta una possibile soluzione al credit crunch oltre che una valida risposta per fronteggiare lo smobilizzo della massa dei debiti arretrati che le pubbliche amministrazioni continuano ad avere con i propri fornitori. Lo Studio Con Credito è consapevole che questi dati sono destinati a crescere in modo esponenziale negli anni a venire, conseguentemente lo Studio si sta attivando anche su questo versante al fine di fornire un valido aiuto a piccole e medie imprese per aggirare le problematiche e i rischi connessi ai ritardi nei pagamenti».
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