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Riaprirà la discoteca di Pietrasanta chiusa per colpa della bolletta telefonica
L’amministratore della società fallita è pronto a ingaggiare una battaglia legale: «Voglio che mi venga restituita la mia dignità»
PIETRASANTA. Due settimane. Non di più. «L’obiettivo è riaprire la discoteca fra quindici giorni. Devono restituirmi la dignità che mi hanno portato via e voglio tutelare, con tutti i mezzi legali consentiti, il futuro dei miei dipendenti».
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Dallo scoramento alla voglia di rialzare la testa: Cristiano Cosignani, amministratore della società Lorenz e titolare della discoteca Hangar - chiusa da sabato scorso - ha trascorso la giornata di ieri a Firenze per predisporre, con i suoi legali, il ricorso alla Corte di Appello contro la sentenza di fallimento della sua stessa società.
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Fallimento dovuto al mancato pagamento di una maxi-bolletta telefonica, pari a 75 mila euro «addebitate alla Lorenz di cui il sottoscritto non ha alcuna responsabilità. Mai ho fatto quelle telefonate, mai ho stipulato contratti con la compagnia telefonica in questione, mai ho ricevuto ingiunzioni di pagamento in tal senso. È una vicenda surreale: sono vittima di un qualcosa che, dall’oggi al domani, mi ha portato al fallimento. Ma io non mi arrendo: salverò la mia società e riaprirò l'Hangar che con tutta questa storia niente ha a che fare. Dopo l'articolo del vostro giornale, ho ricevuto moltissime testimonianze di solidarietà: e questo mi incoraggia ancora di più a far si che emerga la verità in tutta questa vicenda».
Fin qui Cosignani, mentre il suo avvocato, Sandro Guerra, fa cenno agli obiettivi a breve termine del reclamo legale in atto. «Sarà la Corte di Appello di Firenze a decidere in merito alla precedente istanza di fallimento. Un fatto è certo: siamo pronti a rivalerci anche nei confronti della compagnia telefonica, se riusciremo a dimostrare che la stessa era stata informata della natura fraudolenta del traffico telefonico contestato. Traffico relativo a chiamate verso paesi africani e riconducibile ad una cinquantina di contratti con cui Cosignani e la sua attuale società niente hanno a che vedere. Allo stesso tempo cercheremo di capire come mai non sia arrivato al mio assistito - spiega Guerra - il decreto ingiuntivo ed ancora non ha avuto alcuna notifica o notizia relativa alla procedura fallimentare".
"L'incarico da Cosignani l'ho avuto di recente - continua Guerra -e quindi sto appurando alcuni passaggi. Sicuramente siamo di fronte ad una vicenda allucinante dove a fronte di una cinquantina di carte Sim, con traffico telefonico da parte di ignoti sempre lievemente al sotto della soglia di importo che avrebbe fatto scattare i controlli, è stato, poi, perpetrato un chiaro danno a Cosignani. Va ristabilita la verità e soprattutto va revocato un fallimento che, per altro, neppure rientra nei parametri previsti dalla legge».
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