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Versilia

A costo zero il forno per cremare i morti

A costo zero il forno per cremare i morti

L’assessore Tommasi ha incontrato una società privata disponibile a costruirlo con un project financing

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FORTE DEI MARMI. Il forno crematorio versiliese potrebbe anche non costare un euro ai contribuenti dei comuni della Versilia e l’ipotesi del project financing per realizzarne uno dalle nostre parti sarà già all’attenzione del gruppo di lavoro intercomunale fra quindici giorni esatti. Ce l’ha dichiarato, ieri mattina, l’assessore ai lavori pubblici di Forte dei Marmi, Emanuele Tommasi: «Ho già incontrato, infatti, un’azienda specializzata che è tra quelle disponibili a costruire il crematorio a costo zero e a impegnarsi per trent’anni a dare una royalty al comune che metterà a disposizione il terreno. Poi con una convenzione questo ricavato potrà essere anche suddiviso, se si vorrà, tra tutti gli altri enti partecipanti all’impresa. La notizia è confortante come quella dei tempi di realizzazione che sono esattamente di un anno. Quindi volendo, si potrebbe fare presto e bene quest’opera di cui la Versilia ha certamente bisogno per evitare di utilizzare crematori fuori provincia e soprattutto fuori regione con disagi e costi correlati che sono bene emersi in questi giorni».

Tuttavia la polemica infuoca ancora i social network cittadini, alimentata da quanti sostengono che sarebbe miope realizzare il forno crematorio consortile e che andrebbe ospitato in uno spazio ridotto subito dietro le cappelline del cimitero del Forte. «Le cose non stanno proprio così – ha proseguito Tommasi - perché l’impianto si può realizzare su un minimo di 300 mq e una volta acceso dovrà incenerire almeno un migliaio di salme all’anno (quindi ben oltre le necessità del comprensorio) per evitare che i conti non tornino affatto e l’impianto vada poi in sicura perdita. Dati che mi sono stati confermati direttamente dagli esperti – sottolinea l’assessore - l’impianto minimo prevede dunque un forno vero e proprio, e una serie di strutture irrinunciabili: come la sala del commiato, un obitorio con una dozzina di celle refrigerate per il parcheggio delle salme in attesa della cremazione, una sala d’attesa per i congiunti, un ufficio per i documenti, uno per la ricezione delle salme che arriveranno non solo dalla Versilia ma da tutta la regione e anche oltre, e uno per la consegna finale delle urne con le ceneri. E poi ancora servono e ci dovranno essere - continua Tommasi - i servizi per il personale con le docce e quelli per l’utenza, e un deposito dei residui che sono rifiuti speciali. Queste sono dunque le specifiche di minima – ha concluso Tommasi – e quindi trovo inutile e abbastanza pretestuoso il fatto che si continui ad esempio a sostenere che il forno occuperebbe solo lo spazio di una cappellina del cimitero e che lo si potrebbe realizzare praticamente in poco spazio dietro al nostro camposanto di via del Paradiso. Inoltre – conclude Tommasi – si fa polemica facendo leva su argomenti facili come il dolore per la perdita di un congiunto e i costi, ma un crematorio e lo dimostrano le imprese già in essere non è un impianto da prendere sottogamba sia per le imposizioni di legge che per la sua funzione e la sua gestione».

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