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Raccolta di firme a Strettoia: «L’aria qui è irrespirabile»
PIETRASANTA. Cattivi odori, bruciori agli occhi, miasmi che, periodicamente, attraversano Strettoia e le zone limitrofe al lago di Porta, che suscitano preoccupazione. E rabbia. Anche perché...
PIETRASANTA. Cattivi odori, bruciori agli occhi, miasmi che, periodicamente, attraversano Strettoia e le zone limitrofe al lago di Porta, che suscitano preoccupazione. E rabbia. Anche perché nonostante la raccolta di firme, le proteste, le segnalazioni cicliche, gli appelli sui giornali da parte dei residenti, la problematica non è stata ancora risolta. Anzi, nelle ultime settimane, l’odore, acre e invalidante si è fatto ancora più forte. «In certi momenti - fanno sapere alcuni abitanti di Strettoia - sembra di stare in una fogna a cielo aperto. Ma cosa stiamo respirando e perché nessuno interviene dal Comune? Fortunatamente non sempre è così, ma quando accade è durissima conviverci».
Su cause del cattivo odore e competenze degli enti per risolvere la problematica in questione, prova a fare chiarezza Nicola Conti, consigliere comunale del Pd. «Il Comune di Montignoso demandò ad Arpat uno studio di monitoraggio ambientale (in particolare per le matrici aria ed acqua del lago) svolto tra 2007 e 2011 e consultabile sul sito del Comune massese. Da questo studio emerse che i cattivi odori sarebbero attribuibili a fenomeni naturali di degradazione delle sostanze organiche all’interno del lago, causa della presenza diffusa di idrogeno solforato nell’aria, sostanza avente l’odore tipico di “uova marce”. Le soluzioni ipotizzate comporterebbero tutte indistintamente l’alterazione di uno stato naturale a favore di una migliore fruizione - spiega Conti - dell’area circostante il lago da parte dell’uomo. Data la discussione che stiamo riscontrando sui social oltre ad una raccolta firme dalle parti di Strettoia e alla ovvia e giusta preoccupazione di alcuni cittadini, appare quanto mai opportuno un cenno di esistenza da parte della “competente” amministrazione di Pietrasanta affinché si coordini con il Comune di Montignoso, ovviamente col supporto di Arpat in qualità di soggetto referente, per dare ai cittadini delle risposte certe che a mio parere si meritano. Riteniamo opportuno che i controlli Arpat vengano estesi anche alla discarica ex cava di Fornace, per fugare qualsiasi dubbio - aggiunge Conti - su eventuali scarichi non autorizzati». (l.b.)
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