Il Tirreno

Versilia

Strage, gli imputati di Ferrovie verso la rinuncia alla prescrizione

di Donatella Francesconi
Strage, gli imputati di Ferrovie verso la rinuncia alla prescrizione

L’ipotesi formulata dall’avvocato Armando D’Apote, difensore di Mauro Moretti, ex ad di Fs I familiari delle vittime: per ora sono parole, vedremo che seguiranno davvero i fatti

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VIAREGGIO. Per mesi, dal novembre 2013, è stato il regista del processo per il disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, trentadue morti ed i feriti che ancora lottano con le conseguenze delle ustioni. Poi, la squadra degli avvocati degli imputati di Ferrovie e aziende del Gruppo che sembrava ruotare intorno ad Armando D’Apote, difensore di Mauro Moretti (all’epoca dei fatti ad di Fs) è sembrata un po’ più ognuno per sè. Ma D’Apote, avvocato del Foro di Bologna, è legale di lunga navigazione. E ieri è tornato protagonista sulla scena della vicenda giudiziaria che torna in aula lunedì 26 ottobre. D’Apote, interpellato dall’agenzia di informazione Ansa, ha infatti dichiarato: «Se la prescrizione dovesse diventare il vero problema - ha detto il legale di Mauro Moretti - personalmente non avrei alcun dubbio a consigliare di rinunciarvi, per spazzare via ogni ulteriore strumentalizzazione». Secondo D'Apote, comunque, i reati a rischio prescrizione sono “assorbiti” «da altri ben più gravi», come l'omicidio colposo aggravato plurimo e il disastro ferroviario colposo: «La difesa - ricorda - non ha mai compiuto un solo atto dilatorio. La vera causa della lunghezza abnorme di questo processo - ha concluso - è stata la dilatazione smisurata di una indagine preliminare».

Indagine che ha toccato tutti gli aspetti di una vicenda che attraversa l’Europa, che ha a che fare con una multinazionale (Gatx) e le sue diramazioni, un’officina italiana (Cima riparazioni), un’officina tedesca (Jungenthal), una holding (il Gruppo Fs), le sue aziende (Trenitalia, Rete ferroviaria italiana, Fs Logistica). E che si sviluppa lungo i binari dell’intreccio normativo e prescrittivo in materia di ferrovie in Italia ed in Europa. Un’indagine che ha dovuto affrontare un incidente probatorio che ha visto calcoli fondamentali per la ricostruzione dell’intera vicenda fatti «ad occhio» dai periti del Gip.

Per i familiari delle vittime della strage il presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”, Marco Piagentini ha così commentato la notizia: «Per ora sono parole. Vedremo se seguiranno i fatti. Nel caso, ci auguriamo che anche gli altri imputati rinuncino alla prescrizione. Il processo deve fare il suo corso e accertare tutta la verità. Per farlo, i giudici si devono esprimere su tutti i reati ipotizzati». Sulla questione delle indagini e la loro durata, Piagentini risponde deciso: «La vicenda è complessa e gli accertamenti hanno richiesto il loro tempo».

Tra i reati che andranno in prescrizione ci sono incendio doloso plurimo e delle lesioni colpose. I familiari delle vittime hanno fatto appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 24 settembre li ha ricevuti al Quirinale, e al ministro della giustizia, Andrea Orlando.

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