Il Tirreno

Versilia

Rimborsi Gaia: 300 euro a famiglia a Valdicastello e 100 in centro

di Luca Basile
Rimborsi Gaia: 300 euro a famiglia a Valdicastello e 100 in centro

Intanto è attesa per oggi la revoca del divieto di bere acqua dal rubinetto di casa per seicento famiglie che abitano nella zona compresa tra via Sarzanese e il Pollino

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PIETRASANTA. La revoca dell’ordinanza che fa divieto di bere acqua potabile dallo scorso luglio a 600 famiglie è attesa per questa mattina. Asl, come procedura impone, ha inoltrato al laboratorio di competenza i campionamenti, eseguiti due giorni fa nella cosiddetta zona rossa, per monitorare la contaminazione da tallio: sarà l’esito di questi esami a certificare, quanto meno questo è l’auspicio, una nuova ordinanza che consentirà a poco meno di duemila persone, che abitano nella zona compresa fra via Sarzanese e il Pollino, ad abbandonare la fornitura dalle cisterne e tornare a utilizzare a fini alimentari l’acqua del rubinetto di casa.

«Siamo in attesa di una comunicazione, al riguardo, da parte di Asl. C’è fiducia» fa sapere il vicesindaco Daniele Mazzoni. Di certo quella che doveva essere una «problematica transitoria – come da iniziale definizione di Gaia – da mesi è motivo di pesante disagio per molte persone, anziani e bambini inclusi».

Nel frattempo emerge qualche dettaglio in più sulla questione relativa ai rimborsi delle bollette a favore degli utenti che in questi anni, a loro insaputa, hanno bevuto acqua potabile esposta al tallio. «Per quanto riguarda Valdicastello, il Comune ha raggiunto un’intesa di massima con Gaia che prevede un rimborso – relativo solo alla voce di acqua potabile - a partire dal 2011, anno in cui venne accertata, indirettamente, la presenza di tallio nella sorgente di zona. Le famiglie interessate sono circa 600: la società ha previsto uno stanziamento complessivo di 180 mila euro. Questo significa che, mediamente, ogni utente, avrà diritto a un rimborso di circa 300 euro».

Rimborso che sarebbe contabilizzato a credito delle prossime bollette. Un importo inferiore è invece previsto per i residenti del centro storico. «Gaia, per questa zona, ha ipotizzato un esborso complessivo di circa 170mila euro: il periodo preso a riferimento è a partire dal 2013, in sostanza da quando, in via ufficiosa, si sapeva della presenza di tallio. Le utenze interessate dovrebbero essere fra 1600 e 1700». Che significherebbe un rimborso, sempre a utente, di circa 100 euro. Importi e modalità tutte però ancora da condividere - la trattativa è in corso - con i referenti dei comitati. «Si è anche parlato della possibilità di impiegare parte di queste somme in un fondo destinato alla ricerca su una materia, ancora sconosciuta, come quella del tallio. Vediamo – aggiunge Mazzoni - saranno i cittadini a decidere».

Sullo sfondo resta, però, l’aspetto più preoccupante: gli effetti sull’organismo legati all’assunzione prolungata di tallio. Effetti che saranno oggetto di contenziosi in tribunale, senza dimenticare che la Procura potrebbe, a breve, entrare nel merito dei primi provvedimenti andando ad individuare responsabilità in un'emergenza dai tanti, forse fin troppi, lati oscuri ed inquietanti.

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