Gioco
Chiriaco contestato Lo strappo non si ricuce
La Cgil versiliese lancia una raccolta di firme per un congresso straordinario Il segretario provinciale: «Nessuno vuol chiudere la Camera del lavoro»
VIAREGGIO. E' stato accolto con cartelli e striscioni di contestazione in una Camera del lavoro che da tempo non si vedeva così piena di gente. E anche quando se ne è andato, nel tardo pomeriggio, il clima nei confronti del segretario provinciale della Cgil Franco Chiriaco non si era certo rasserenato. Tanto che nella successiva riunione ristretta senza i vertici lucchesi, è stato deciso di promuovere una raccolta di firme per convocare un congresso provinciale straordinario (per raggiungere l'obiettivo serve l'adesione del 10 per cento degli iscritti) che sfiduci l'attuale gruppo dirigente.
All'ordine del giorno dell'affollatissima riunione di ieri, c’era l'ipotesi di un accorpamento della Cgil fra Massa e Lucca. Ma in realtà il terreno dello scontro fra Lucca e la Versilia riguardava anche se non soprattutto la decisione di defenestrare Massimiliano Bindocci dalla carica di segretario versiliese della Cgil. Una decisione, questa, già presa da Chiriaco e comunicata pochi giorni fa al diretto interessato dopo quasi due mesi di rumors rivelatisi poi più che fondati. E accompagnata da una serie di illazioni, sospetti, smentite e minacce di querele circa il ruolo avuto nella vicenda dall'attuale sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro (che della Cgil provinciale è consulente per le buste paga).
La base versiliese ha complessivamente fatto quadrato intorno a Bindocci (la raccolta di firme #iostoconmaxbind lanciata nei giorni scorsi proprio ieri ha raggiunto quota mille), con la gran parte dei circa trenta interventi succedutisi che hanno criticato l'atteggiamento della segreteria provinciale, sottolineando come le decisioni adottate nelle ultime settimane siano state prese con metodi oligarchici. E sottolineando come la scelta metta seriamente a repentaglio la forza del sindacato a Viareggio e in Versilia e faccia temere per una possibile chiusura (o quantomeno un ridimensionamneto) della Camera del lavoro come importante presidio locale della Cgil.
Alle accuse che gli sono state mosse, Franco Chiriaco ha replicato dicendo che "non c'è alcun rischio di chiusura della Camera del lavoro di Viareggio" e chi va sostenendo questo "dice il falso". Poi ha replicato alle critiche contrattaccando: "Quando mi si dice soltanto che devo andar via, dov'è il dialogo?", ha dichiarato alla stampa. Invitando chi vuol arrivare a questo obiettivo a muoversi secondo quanto previsto nello statuto e nei regolamenti. "Chi contesta l'operato della segreteria provinciale raccolga le firme e mi sfudici. A quel punto io me ne andrò via". Su Bindocci, invece, aggiunge: "No, non abbiamo avuto modo di confrontarci direttamente", confermando il gelo fra i due. Mentre su Del Ghingaro chiosa secco: "E' consulente della Cgil dal 1998". Chiriaco però non chiude tutte le porte al dialogo. "Quando sono arrivato a Viareggio mi aspettavo questo clima ostile, ma con tutta la segreteria al completo siamo venuti ugualmente a confrontarci anche se potevamo convocare questa riunione alla Camera del lavoro di Lucca. Auspico però che torni un rapporto di collaborazione e che si comincia a lavorare".
Segnali di disgelo che al momento sembrano più formali che sostanziali. Anche perché sull'altro campo nessuno sembra disposto a fare passi indietro. E la decisione di dare il via ad una raccolta di firme per la convocazione di un congresso provinciale straordinario testimonia come si vada sempre più ad un muro contro muro. "La politica portata avanti da questa segreteria è stata contestata in quasi tutti gli interventi - commenta Massimiliano Bindocci - e io non sono disponibile a fare il rappresentante di zona con questa segreteria. Qualcuno nell'enfasi ha parlato di occupazione della Camera del lavoro? No, semmai parlerei piuttosto di una liberazione…"
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