Italia
Dati apre al confronto e avverte: «Le liti danneggiano la città»
VIAREGGIO. Altro che accusatore. Caso mai accusato. E per giunta ingiustamente. Giuseppe Dati, commissario del Pd viareggino, all’indomani della tirata contro di lui a firma del sindaco Giorgio Del...
VIAREGGIO. Altro che accusatore. Caso mai accusato. E per giunta ingiustamente. Giuseppe Dati, commissario del Pd viareggino, all’indomani della tirata contro di lui a firma del sindaco Giorgio Del Ghingaro, che gli attribuisce almeno in parte la responsabilità della sua (temporanea?) estromissione dal partito che a Lucca, dove è inscritto il primo cittadino di Viareggio, gli ha negato la tessera.
«Da qualche tempo Giorgio del Ghingaro e Fabrizio Miracolo - scrive Dati, che affianca il primo cittadino all’alleato da poco nominato al vertice della partecipata Sea - si sono lanciati a testa bassa in una campagna di aggressione contro di me, che vengo quasi ogni giorno ingiuriato e accusato di ogni malefatta, dalle Guerre Puniche in poi. Da ultimo Del Ghingaro se la prende con me perché a Lucca non gli hanno rinnovato la tessera del Pd. Non vedo cosa ci entri io in questa faccenda. Semmai se la potrà prendere con lo Statuto del Pd che prevede incompatibilità tra l’iscrizione al Partito e la candidatura in concorrenza al Pd».
«Poi mi accusa di avere fatto “una meschina figura alle provinciali” - continua il commissario dle aprtito - Non so cosa intenda dire: il Pd Versilia ha triplicato la sua presenza in consiglio provinciale, mentre Del Ghingaro non è riuscito a presentare la sua lista».
«Il problema vero, però, non sta in queste scaramucce verbali, ma nel futuro di Viareggio, che avrebbe bisogno di un sindaco che riesce a dialogare, non solo con il Pd, che è pronto al confronto politico e programmatico, ma con il consiglio comunale, le altre amministrazioni della Versilia, la Regione e così via. Litigare con tutti fa danno alla città, che ha bisogno di molti aiuti. Sul piano delle scelte amministrative, noi crediamo sarebbe stata utile una discussione preventiva con il Consiglio e la città sulla decisione di chiedere il fallimento della Viareggio Patrimonio, che noi non abbiamo condiviso, perché crediamo che, nel tempo, provocherà danni ai cittadini. Noi pensiamo che sarebbe stato preferibile gestire la situazione, attutire le conseguenze, governare il processo di dismissioni, cercare di cominciare a riscuotere i 103 milioni di euro di crediti, salvare ciò che era salvabile. Né abbiamo compreso la fretta di chiedere il fallimento, vista poi la successiva richiesta di esercizio provvisorio».
«Nonostante queste divergenze - conclude - su una importante questione di merito, se Del Ghingaro pensa di continuare a collocarsi nel centro sinistra a noi fa piacere e siamo pronti a confrontarci con lui, nel rispetto reciproco, verificando punto per punto le possibili convergenze sulle questioni concrete. Se invece vuole proseguire sul terreno della rissa, non siamo interessati a quel tipo di confronto. Ma abbiamo fiducia che la ragionevolezza prevalga».
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