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Mozione di sfiducia per Gifuni

Mozione di sfiducia per Gifuni

La presidente del consiglio: mi attaccano ma io sono imparziale

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VIAREGGIO. La mozione di sfiducia nei confronti della presidente del consiglio comunale, Paola Gifuni, c’è ed è stata presentata con le firme di cinque consiglieri, come da regolamento. Ne dà l’annuncio, il promotore Alessandro Santini (Forza Italia) che spiega: «Si tratta di una mozione che è un semplice e circostanziato resoconto di come la presidente, in più occasioni, non abbia garantito con imparzialità e correttezza il buon andamento dei lavori del consiglio comunale».

Alla mozione aveva replicato la stessa Gifuni lunedì mattina in apertura della seduta di lunedì mattina che ha visto il Prefetto Giovanna Cagliostro intervenire in consiglio. «Bisogna saper gestire la sconfitta», ha detto il presidente del consiglio diretta ai banchi dell’opposizione. Una dichiarazione che non ha mancato di trovare la pronta replica dello stesso Santini: «Le parole che, rivolgendosi all'opposizione, la presidente ha usato questa mattina in consiglio comunale, hanno ulteriormente confermato quanto sia inadeguata a ricoprire il ruolo che le è stato assegnato. Un ruolo che dovrebbe essere di garanzia ed equidistanza fra le forze politiche che siedono in consiglio e che, invece, la vede palesemente schierata con la maggioranza. Motivo per cui ho presentato la mozione di sfiducia nei suoi confronti».

Dal canto suo Paola Gifuni dichiara: «Il mio intervento, in consiglio è stato scritto con serenità e consapevolezza del ruolo terzo che rivesto. Ed è mosso dal clima poco costruttivo e democratico che c'è stato fino ad oggi a Viareggio nelle sale e negli uffici del consiglio comunale. Dopo la visita dei capigruppo di minoranza a Lucca presso la Prefettura, che chiedevano una mozione di sfiducia nei miei confronti ho ritenuto di dover rispondere solo dinnanzi al Prefetto alle loro istanze provocatorie».

La mozione dovrà essere discussa - come prevede il regolamento comunale - in consiglio previa discussione dell’argomento posto dai cinque consiglieri firmatari.

Donatella Francesconi

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