Il dolore
Madonnina, cantieri in corsa
Azimut, Overmarine, SanLorenzo e Fratelli Rossi guidano la cordata locale
VIAREGGIO. È stata la giornata della cordata del porto per la Viareggio Porto. Come annunciato dal “Tirreno” nei giorni scorsi i tempi stringono per gli imprenditori della Darsena che intendono costruire la propria partecipazione alla procedura di vendita della Viareggio Porto, società oggi interamente pubblica. La scadenza ipotizzata è quella del 15 ottobre, e ieri è stata una lunga giornata di incontri, con un pranzo che ha visto insieme esponenti del Consorzio Navigo, imprenditori della cantieristica navale, ed il notaio Fabio Monaco. L’obiettivo - così racconta radio-banchina alla quale non sfuggono i movimenti in porto - era quello di mettere a punto lo statuto della società che poi si farà avanti al momento di concorrere per acquisire le quote della Viareggio Porto, titolare delle concessioni demaniali portuali dell’approdo della Madonnina e dell’area del Triangolino.
Quattro i cantieri che avrebbero già dato il proprio consenso alla costituzione della cordata: Azimut, che vede il manager Vincenzo Poerio anche nei panni di presidente di “Navigo”; Overmarine di Giuseppe Balducci, protagonista di due contenziosi importanti con il Comune di Viareggio (area Fervet e frazionamento di Polo Nautico), SanLorenzo di Massimo Perotti, ed i cantieri Fratelli Rossi, uno di quelli che all’epoca della Giunta Marcucci arrivò in Darsena con l’operazione che portò alla costruzione dei nuovi cantieri nell’area dell’ex Festival latino-americano. Dalle indiscrezioni apprese ieri, mentre gli incontri si susseguivano, al momento Perini Navi avrebbe una posizione ancora interlocutoria sulla nuova “avventura”, mentre avrebbe deciso di non essere della partita l’azienda nautica Codecasa, tra quelle storiche della Darsena viareggina, protagonista da sempre di un tira e molla con le amministrazioni comunali in materia di ormeggi e spazi portuali. Tira e molla al quale non è sfuggita la Viareggio Porto, passata dalle stelle di progetti roboanti alle stalle del concordato in Tribunale.
Al centro dell’operazione made in Viareggio il Consorzio Navigo che vede, appunto, Vincenzo Poerio presidente e Pietro Angelini suo braccio operativo. Ma a seguire l’intera vicenda c’è anche - e non ne ha mai fatto mistero - Pasquale Sgrò, nelle mani del cui figlio oggi è l’attività dello studio con sede nella prestigiosa Villa Lazzereschi. Studio che ha, storicamente, rapporti strettissimi con la stragrande maggioranza dei cantieri nautici a Viareggio per i quali si occupa di molti aspetti in materia di sicurezza. Pasquale Sgrò è stato tra i primi sostenitori della campagna elettorale dell’attuale sindaco Giorgio Del Ghingaro con il quale ha collaborato a Capannori e al cui studio professionale affida contabilità e relativa consulenza per l’attività di famiglia.
Il progetto di partecipazione alla vendita della Viareggio Porto con una compagine collettiva che attraversi il più possibile il mondo dell’impresa in Darsena, però, guarda oltre alla Madonnina. Verso quel porto a Ponente inteso come la porta per la riqualificazione della città. Cento milioni di investimento, tutto denaro privato, con gli Enti pubblici tutti chiamati a sostenere il disegno di un nuovo volto per un pezzo importante di città attraverso la semplificazione prevista in materia di portualità dal cosiddetto Decreto Burlando. Cavalcando la filosofia per cui maggiore sarà il numero di partner della cordata, maggiora sarà il consenso che la stessa saprà conquistarsi anche di là dal Molo.
Non è quella targata Azimut-Navigo, però, l’unica cordata pronta a farsi avanti per Madonnina e Triangolino. Si vocifera, infatti, di interesse made in Lombardia. Anche se, per il momento, dei contorni di questa compagine ancora non si sa niente di più preciso.
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