Il Tirreno

Versilia

Bocciata all’esame, fa ricorso e vince

di Claudio Vecoli
Bocciata all’esame, fa ricorso e vince

Viareggio, il Tar dà torto al Galileo Chini e ordina di ripetere gli orali: e la studentessa, lunedì, è stata finalmente promossa

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VIAREGGIO. Si era presentata all'esame di maturità con una media vicinissima al sette e con una sola insufficienza in pagella (cinque a scienze, per altro portato poi a sei dal consiglio di classe). E anche nelle prove scritte aveva centrato la sufficienza piena. Ma all'orale i professori l'hanno letteralmente castigata. Proponendo una votazione gravemente insufficiente (6/30) che ha portato alla sua clamorosa bocciatura: bocciatura che avrebbe potuto essere evitata con una votazione altrettanto insufficiente (13/30), semplicemente meno grave.

Ma proprio per questa ragione Claudia Belli, 19 anni compiuti a luglio e studentessa del Galileo Chini di Lido di Camaiore non si è arresa. E, convinta di essere stata vittima di una palese ingiustizia, ha presentato ricorso al Tar della Toscana. E il tribunale le ha dato ragione, seppure al momento solo in via cautelare, ordinando che fosse ripetuto l'esame (solo la prova orale). Esame che si è svolto lunedì mattina - ovviamente di fronte ad una nuova commissione esaminatrice rispetto a quella che l’aveva bocciata a luglio - e che ha permesso alla studentessa di essere promossa.

La vicenda è esplosa quando al Galileo Chini sono stati esposti i cartelloni dell'esame di maturità. Che certificavano la bocciatura di Claudia Belli, studentessa di Querceta iscritta all'indirizzo di liceo delle scienze umane. La ragazza, conscia di non aver fatto un orale brillante, si aspettava un voto basso. Ma alla luce del buon curriculum scolastico, della media di ammissione all'esame vicina al sette (italiano 6, latino 7, storia 7, filosofia 6, scienze umane 7,5, inglese 8, matematica 6, fisica 6, storia dell'arte 7, scienze 5, scienze motorie 7, condotta 8) e delle buone prove scritte dell'esame era quasi certa di meritare in ogni caso la promozione. E così ha ingaggiato una battaglia legale con la scuola e il Ministero della pubblica istruzione affidandosi agli avvocati Ivan Marchetto e Elisa Vannucci Zauli.

I due legali hanno così presentato ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana convinti che la studentessa avesse subìto una ingiustizia. «Fra l'altro - spiegano gli avvocati Marchetto e Vannucci Zauli - nel suo curriculum la nostra assistita vantava anche una esperienza scolastica di un anno in Australia presso un corrispondente istituto superiore in lingua inglese, accompagnata dall'esito favorevole dei corsi di recupero sostenuti nel quinto anno. Davvero difficile credere che, dopo un anno trascorso in Australia e con un otto in inglese la studentessa possa aver fatto così male da meritare una valutazione così bassa anche nella prova di inglese».

Eppure la prova orale aveva compromesso tutto. Lasciando però più di un sospetto sui criteri di giudizio adottati dalla commissione d'esame. «Nel complesso delle tre prove scritte - spigano ancora Marchetto e Vannucci Zauli - ha conseguito la sufficienza piena, riportando una votazione di 31 su 45. Invece all'orale ha riportato un voto inverosimilmente basso (appena 6 su 30) che sommato ai punteggi di ammissione e degli scritti non le ha permesso di raggiungere il punteggio minimo di 60».

E' partita così la lunga battaglia legale di fronte al Tar della Toscana. Che, alla fine, ha dato ragione alla studentessa di Querceta e ai suoi legali. In un primo momento, infatti, il Tribunale amministrativo regionale ha dato ragione ai due avvocati ordinando la ripetizione della prova orale «da effettuare - si legge nell’ordinanza - con una commissione in diversa composizione entro trenta giorni» dall’ordinanza (depositata lo scorso 4 settembre).

E lunedì mattina - da sola ma ben decisa a far valere le proprie ragioni - Claudia Belli si è presentata di fronte alla nuova commissione esaminatrice in un’apposita aula del Galileo Chini di Lido di Camaiore per essere sottoposta una seconda volta alla prova orale. Prova che la studentessa ha superato ottenendo - con qualche mese di ritardo - la meritata promozione.

E adesso potrà finalmente frequentare l'Università degli Studi di Pisa alla quale si era comunque iscritta con riserva proprio in attesa delle decisioni del Tar e della ripetizione dell’esame orale.

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