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Le Alpi Apuane nella rete dei Geoparchi

Le Alpi Apuane nella rete dei Geoparchi

Il presidente Putamorsi: «Confermato il riconoscimento malgrado le tante falsità messe in giro»

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SERAVEZZA. «Prima di commentare questo successo abbiamo atteso il verdetto definitivo di sabato scorso, che l'Unesco ha reso finalmente pubblico in Giappone». Così esordisce Alberto Putamorsi, presidente del Parco, all'indomani dell'ultimo passaggio formale, che conferma l'area protetta delle Alpi Apuane all'interno della Rete Globale dei Geoparchi. «Eravamo e rimaniamo un territorio d'importanza mondiale per la conservazione e la promozione del patrimonio geologico - continua Putamorsi - l’Unesco ha di nuovo riconosciuto e certificato questo, dopo aver condotto una puntuale e scrupolosa verifica alla fine del primo quadriennio di attività».

Il presidente ci tiene a spiegarsi meglio: «A giugno sono venuti da noi i Valutatori, come prevede la normale procedura di rivalutazione della Rete Globale. Un gallese e un giapponese. Gente esperta e capace di vedere con i propri occhi la situazione nelle Apuane. Con loro abbiamo trascorso cinque giorni intensi di incontri ed escursioni nel Parco senza tralasciare nulla, dalle eccellenze ambientali alle criticità legate alle cave di marmo e ai ravaneti».

Lo stesso presidente non nasconde la soddisfazione: «Ho provato un immenso piacere quando ho letto nel volto dei Valutatori l'apprezzamento sincero per la nostra organizzazione e per il modo in cui gestiamo le strutture d'accoglienza e i percorsi illustrati».

Putamorsi coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Al primo approccio con i Valutatori ho avuto la netta sensazione che il loro mandato avesse anche una speciale finalizzazione, oltre il normale compito d'istituto. Dalle loro domande e dalle richieste più ricorrenti ho bene intuito che dovevano indagare sul fenomeno estrattivo in modo particolare».

Il presidente è chiaro su questo punto: «Il perché di questo loro speciale mandato è presto detto. Negli ultimi mesi sono fioriti dossier contro il Parco/Geoparco, che sono stati inviati per tutta Italia e tutta Europa. La Rete dei Geoparchi e l'Unesco ne hanno ricevuti diversi, spesso colmi di errori e di esagerazioni, se non di falsità. In quelle pagine oscure e piene di livore abbiamo letto di tutto. Persino di trasformazioni ambientali che vengono addebitate al mancato controllo o all'insensibilità del Parco. Nulla di più falso, perché la stragrande maggioranza di questi eventi è avvenuta fuori dai confini del Parco o prima che il Parco esistesse o comunque in periodi precedenti al riconoscimento come Geoparco».

Per Putamorsi l'obiettivo è chiaro: «Conosco i nomi, i cognomi e le sigle di questi professionisti dell'autolesionismo. Evidente ed assurdo è pure il loro intento. Creare un danno al Parco di evidenza sovranazionale per ottenere un cambiamento di leadership nella presidenza e di composizione negli organi. Per fortuna ci sono ancora persone capaci di distinguere il falso dal vero e, malgrado tutte le scorrettezze, siamo ancora Geoparco».

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