Il dolore
La Regione non si è ripresa il completamento dell’Ittico
VIAREGGIO. La Regione Toscana non si è ancora presa gli incartamenti relativi alla costruzione del nuovo Mercato ittico. Così stanno le cose oggi, a distanza di mesi dalla delibera con la quale il...
VIAREGGIO. La Regione Toscana non si è ancora presa gli incartamenti relativi alla costruzione del nuovo Mercato ittico. Così stanno le cose oggi, a distanza di mesi dalla delibera con la quale il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo passò il completamento dei lavori all’Ente che li ha finanziati, ormai molto tempo fa, senza vederne la conclusione. Il rischio è che la struttura cada a pezzi, a causa delle infiltrazioni e dell’abbandono.
La verità è che la grande incompiuta - ormai simbolo del disfacimento viareggino - costituisce una “patata” bollente che nessuno vuole prendersi. Ancor più oggi che perfino il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lucca - che pure ha deciso di non autorizzare le intercettazioni e le perquisizioni richieste dagli inquirenti per proseguire le indagini sugli intrecci economico-amministrativi stratificati in città - dichiara a verbale che in relazione ai lavori del nuovo mercato ittico si è creato un problema di quantificazione esatta del finanziamento.
La domanda è dunque più che legittima, ancora più oggi che la struttura non è completata e lo sperpero di milioni di denaro pubblico è evidente e sotto gli occhi di tutti: che fine hanno fatto i trecentomila euro che - calcolatrice alla mano - dall’ufficio ragioneria, agli inquirenti, all’ex dirigente del lavori pubblici, allo stesso Gip, tutti ammettono come mancanti dalla somma complessiva per la realizzazione dell’opera?
Forse potrebbe approfondire la questioni l’attuale assessore al bilancio, Laura Servetti. Che all’epoca in cui il caso nuovo Ittico scoppiò era assessore ai lavori pubblici, intenta con grande impegno a far quadrare carte e finanziamenti.
Perché una cosa è certa: se si accetta che spariscano dal conto totale della realizzazione di questa opera trecentomila, allora significa che si accetta che la scomparsa di denaro pubblico abbia valore zero rispetto a una analoga sorte di denaro privato.
Qualcuno, prima o poi dovrà rimettere mano al conteggio delle cifre disponibili per completare il nuovo Mercato ittico. Anche se, a dire il vero, neppure i pescatori - che si sono fatti sentire a gran voce durante l’amministrazione Betti - oggi sembrano credere al completamento dell’opera. Oppure non sono più interessati? Ed allora a cosa è servito avere i finanziamenti regionali? Forse solo a capire le strade dei soldi dentro e fuori il Municipio...
Donatella Francesconi
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