Gioco
L’ira dei familiari «Massimo stava male e nessuno l’ha detto»
I parenti del ferito: avvertiti quattro ore dopo da una vicina «E sulla dinamica vogliamo che sia fatta chiarezza»
«Massimo stava male, era in pericolo di vita. Ma noi non lo sapevamo. Per fortuna una donna che abita in paese ci ha avvisato, non appena ha saputo la notizia. Erano le 22 passate: dall’incidente erano trascorse quattro ore».
La rabbia della cognata Silvia è quella di tutta la famiglia di Massimo Gemignani. Domenica intorno alle 18 l’uomo, 47 anni, è stato travolto da un’auto che stava correndo il rally di Camaiore: lui si trovava sotto il ciglio della strada, poco prima della curva che porta a Gombitelli. Era lì perché - raccontano i familiari - abita a due passi, e stava cercando di capire se la corsa era finita. «Non era uno spettatore - spiegano - anche perché doveva andare al lavoro. E voleva accertarsi che la strada venisse liberata dal traffico, in modo da poter partire». L’auto ha sbandato, ha picchiato contro un muro sulla sinistra ed è andata a destra. Centrando quasi in pieno l’uomo, e precipitando con lui nella scarpata. Il veicolo è stato recuperato da un carroattrezzi, il ferito invece è stato caricato a bordo di un’ambulanza messa a disposizione degli organizzatori - e non del 118 - come da protocollo in manifestazioni di questo tipo (chi le mette in piedi si prende cura di tutto, sicurezza e soccorsi compresi). Al pronto soccorso dell’ospedale Versilia Gemignani è arrivato in codice rosso, cioè pericolo di vita. È stato ricoverato nel reparto di rianimazione in attesa dei primi accertamenti.
I familiari, nel frattempo, erano ignari di tutto ciò. Massimo Gemignani lavora come cameriere nel ristorante Vecchia Versilia a Lido di Camaiore, di proprietà del fratello Andrea. Poco prima dell’incidente Massimo aveva chiamato proprio il fratello, spiegandogli che il traffico era bloccato per via della corsa. E che probabilmente avrebbe fatto tardi.Per questo motivo Andrea non si è preoccupato subito, quando ha visto che il fratello tardava ad arrivare. Poi, però, anche lui ha cominciato ad allarmarsi.
«Ha telefonato e mandato vari messaggi via cellulare a Massimo - spiega la moglie Silvia - senza ottenere risposta. Non riuscivamo a capire dove fosse finito, eravamo in ansia. Dopo le 22 ci ha chiamato una vicina di casa di Massimo. Aveva saputo che era rimasto vittima di un incidente. A quel punto ci siamo mossi». I parenti di Gemignani sono riusciti a ricostruire in maniera parziale quanto accaduto soltanto ieri pomeriggio. E soltanto dopo aver parlato con il sindaco Alessandro Del Dotto e con gli organizzatori della corsa, la scuderia Balestrero di Lucca. A cui loro stessi hanno dato atto di essere andati in ospedale. «Dato che non era intervenuto nessuno sul posto tra 118, polizia municipale o altri - spiegano - l’unico modo per sapere qualcosa era parlare con gli organizzatori. E ci siamo riusciti solo oggi (ieri, ndr). Tra l’altro smentiamo il fatto che non fosse possibile sapere chi era il ferito: aveva borsa e documenti con sé. Noi vogliamo che sull’episodio sia fatta chiarezza, in modo da capire cos’è successo». Per fortuna sembra che Massimo Gemignani se la caverà, nonostante il tremendo incidente di cui è rimasto vittima: ieri sera è stato deciso il trasferimento dalla rianimazione alla terapia intensiva del “Versilia”. Segnale che indica un piccolo miglioramento.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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