Sicurezza
Il gip: somme vincolate per far quadrare i numeri del bilancio
VIAREGGIO. Mercato ittico in testa alla top ten delle opera incompiute a Viareggio, nel corso degli ultimi dieci anni almeno. Oggi l'onere di completare i lavori della struttura che rischia già di...
VIAREGGIO. Mercato ittico in testa alla top ten delle opera incompiute a Viareggio, nel corso degli ultimi dieci anni almeno. Oggi l'onere di completare i lavori della struttura che rischia già di cadere a pezzi è la Regione, Ente che ha finanziato l'opera e al quale sono tornati gli atti per scelta del commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. Un passaggio sul quale ha influito il fatto che la vicenda fosse all'attenzione di un'indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca (pm Fabio Origlio). Al conto delle cifre a disposizione per i lavori infiniti - così il riscontro delle indagini - mancherebbero trecentomila euro. Prima che il giudice per le indagini preliminari disponga l'archiviazione (primavera 2015), respingendo così la richiesta degli inquirenti di autorizzazione ad intercettazioni e perquisizioni per proseguire le indagini, l'allora dirigente dei lavori pubblici del Comune, Riccardo Raffaelli, rende dichiarazioni spontanee sull'argomento di fronte al Gip. Il quadre che ne emerge è quello più volte evidenziato dalla Corte dei Conti e dalla stessa ispezione del ministero dell'economia (Mef): le somme erogate dalla Regione, finalizzate - e dunque vincolate - alla realizzazione delle opere ritenute necessarie alla città e al suo sviluppo venivano mescolate al bilancio dell'Ente. Finivano, insomma, nella spesa corrente. E si tratta di cifre importanti che da Firenze sono arrivate: ittico nuovo, ponte girante, l'escavo del porto per milioni ogni anno, l'asse di penetrazione e così via. Tutti lavori che hanno avuto quasi sempre tempi lunghissimi. Finendo le cifre nel bilancio generale dell'Ente i dirigenti non avevano mai il quadro delle somme di cui poter realmente disporre. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca, nel chiudere l'udienza con il dirigente comunale, ricostruisce il quadro che è stato delineato con parole di piombo: finendo i contributi della Regione vincolati nel quadro più generale della spesa, quando si arriva al dunque - e cioè a dover realizzare l'opera e a spendere - è impresa ardua recuperare l'erogazione arrivata da Firenze. Perché impegnata in altre esigenze. E, dunque, distratta dallo scopo cui era stata destinata. (d.f.)
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