Toscana
Seravezza ha ricordato i naufraghi di Oria
Il piroscafo affondò con 4200 soldati italiani che rifiutarono di aderire alla repubblica di Salò
SERAVEZZA. A distanza di settant’anni la Versilia celebra per la prima volta quattro militari italiani che annegarono su un piroscafo in Grecia, la cui identità è stata scoperta da poco. Si chiamavano Mazzei Mario classe 1910, Alfredo Mencaraglia del 1908, e Enzo Salini del 1921 ed erano tutti di Seravezza. Mentre Ettore Ancillotti, altra identità emersa tra i tantissimi morti sul piroscafo, era di Stazzema. Anche loro il 12 febbraio del 1944 si trovavano prigionieri sul piroscafo Oria, che affondò a 25 miglia a sud di Atene, provenendo da Rodi. Trasportava 4200 Internati Militari Italiani appartenenti a tutte le Armi, condotti verso la prigionia dopo aver rifiutato di collaborare coi regimi nazifascisti dopo l'Armistizio. Alle Scuderie Medicee a Seravezza, questi caduti sono stati ricordati.
A salvarsi sul quel piroscafo furono meno di 30. Pochi ebbero una sepoltura, e se la ebbero fu anonima. Le loro famiglie non ebbero notizie per quasi settant'anni, né sulla sorte precisa, né sul luogo della tragedia. Le ricerche di alcuni discendenti dei caduti, con l'aiuto di altri privati cittadini, enti, associazioni ed istituzioni locali, hanno reso possibile recuperare la lista degli imbarcati, rintracciare il relitto (constatando che tuttora contiene resti umani e reperti capaci di identificare le vittime, purtroppo facilmente accessibili e fortemente esposti), e rintracciare ad oggi circa 250 famiglie tra quelle coinvolte.
I volti del loro cari dispersi sono pubblicati sul muro virtuale della memoria sul sito www.piroscafooria.it. Nel pomeriggio alle Scuderie sono state lette brevi testimonianze dei sopravvissuti.
Paolo Ciampi, autore del libro “Una gavetta in fondo al mare” racconta gli eventi accaduti e c’ea anche Michele Ghilardelli, della rete delle famiglie, che tanto ha fatto per portare alla luce gli eventi.Grazie alla municipalità di Saronikos in Grecia dove ebbe luogo il naufragio) ed a una donazione privata, è stato anche realizzato un monumento sul luogo del naufragio, inaugurato il 12 febbraio 2014 (settantesimo del naufragio) alla presenza di 35 familiari venuti dall’Italia e dagli Stati Uniti.
Un’iscrizione in greco ed italiano ricorda il sacrificio di questi Italiani abbandonati dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, periodo che costò la vita ad altri circa 600 mila persone, o la detenzione nei lager. La scoperta che diversi dei caduti del Piroscafo provenivano dalla Toscana ha portato da un lato a straordinari e commoventi incontri, e dall'altro all'attivazione di un Progetto della Memoria sostenuto dalla Regione Toscana.
Tramite il progetto, tutti i Comuni della Toscana sono stati invitati a verificare nelle loro anagrafi l'eventuale presenza di scomparsi quel 12 febbraio 1944, e ciò sta portando altri risultati.
Il Comune di Seravezza conta tre caduti sull’Oria: Enzo Salini di Azzano, Mario Mazzei di Riomagno, Alfredo Mencaraglia di cui abbiamo scoperto solo ora la provenienza da Seravezza . Da Stazzema veniva invece Ettore Ancillotti, di cui non ci sono più familiari.
Solo di quest’ultimo e di Enzo Salini abbiamo la foto ed il nome sul muro virtuale della memoria. (t.b.g.)
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