Attenzione
«Ora apriamo più tardi perché l’alba è pericolosa»
VIAREGGIO. «Sì, li abbiamo incontrati: erano due uomini, ubriachi. Erano le sei del mattino, circa. E ci siamo messi sulla porta del locale perché temevamo volessero entrare per bere ancora...». Chi...
VIAREGGIO. «Sì, li abbiamo incontrati: erano due uomini, ubriachi. Erano le sei del mattino, circa. E ci siamo messi sulla porta del locale perché temevamo volessero entrare per bere ancora...». Chi apre i bar al mattino presto ne vede di tutti i colori in via Coppino: «Da qualche tempo tiriamo su la saracinesca più tardi - è la testimonianza - perché certe schifezze non le vogliamo più vedere».
Tra un mese o poco più la Darsena - ed insieme la città tutta - faranno i conti con il primo anniversario della morte di Manuele Iacconi. Troppo presto si è smesso di ragionare intorno a quella Viareggio del sole, del mare e di un ragazzo ammazzato a colpi di casco su un marciapiede in una sera di festa.
E solo nel cuore dell’estate un’ambulanza ha finalmente soccorso l’uomo nord africano che vagava tra la Chiesina dei pescatori e via Coppino quasi nudo, ricoperto della propria sporcizia, escrementi compresi. Non si è più visto in giro e forse ha chiuso con la vita randagia, o con la vita stessa.
Senza contare i recenti furti di motori dalla barche nella zona del Club nautico e l’ondata di fatti analoghi che ha vissuto la Viareggio Porto fino a quando non ha ripristinato il servizio di sorveglianza privata.
E vanno messe nel conto le rapine: all’agenzia di scommesse, al tabaccaio (la più recente) ad un uomo che aveva parcheggiato (gennaio scorso) e aveva al polso un orologio che poteva sembrare un Rolex. Ma anche i finestrini della auto rotti o i raid con le bombolette spray con cui esercitarsi sulle fiancate delle auto in sosta...(d.f.)
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