Sicurezza
Tre banchine di nessuno Ma la sub concessione c’è
Il Comune ha intimato alla Viareggio Porto di restituire una serie di approdi Ma lo stesso Ente pubblico nel 2014 ha prorogato la gestione alla società
VIAREGGIO. Si è mossa la Capitaneria, con il personale del comandante Davide Oddone, per vederci chiaro sul caso delle banchine Ceina, Antonini e Maria Luisa di Borbone (un tratto) dopo le proteste dei diportisti che hanno trovato gli ormeggi pagati tutto l’anno occupati da imbarcazioni che non ne hanno diritto. Ed è colpo di scena, come spiega lo stesso comandante. Perché negli uffici dell’Autorità portuale è depositato, con data 2014, un regolare atto di subconcessione (45 bis del Codice della navigazione) corredato del modello che mette la Viareggio Porto in regola con la gestione delle banchine il cui concessionario è il Comune stesso. A firmare l’atto fu l’allora dirigente dell’Ente pubblico, Riccardo Raffaelli.
La domanda è inevitabile, alla luce di quanto accaduto dalla primavera 2014 (sub concessione) ad oggi: perché il Comune nell’aprile scorso ha intimato alla Viareggio Porto la restituzione delle banchine e delle somme riscosse dai diportisti per gli anni 2014 e 2015?
La Viareggio Porto - sostiene il Comune - non ha pagato nel 2014 i 9.500 euro dovuti all’Ente pubblico, mentre il Comune ha pagato le concessioni. Inoltre, è l’argomentazione del Comune (dirigente Franco Allegretti) alla Viareggio Porto è scaduto il contratto d’uso datato maggio 2012. Niente contratto, niente pagamento, ma i diportisti della Viareggio Porto ormeggiati alle tre banchine hanno continuato a pagare. Secondo l’attuale dirigente impropriamente. Secondo l’atto nel fascicolo dell’Autorità portuale, invece, propriamente. Valendo - confermano in Capitaneria - quanto depositato agli atti dal dirigente Raffaelli come autorizzazione alla gestione da parte del destinatario dell’articolo 45 bis.
Ma, allora, perché la Viareggio Porto quando l’oggi ex liquidatore Eduardo Falzone, nominato a fine 2014 dal commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo, non trova altri atti se non il contratto di concessione d’uso scaduto e fa la segnalazione al Comune che diffida la stessa Viareggio Porto, non si oppone “sventolando” la sub concessione rinnovata da Raffaelli nel 2014? E non solo: perché la Viareggio Porto in liquidazione, destinataria di un regolare contratto di sub concessione valido fino al 2020, accetta di restituire al Comune le somme percepite - secondo l’atto trovato dalla Capitaneria nel fascicolo dell’Authority - avendone pieno diritto?
Ad oggi Comune e Viareggio Porto non hanno ancora firmato l’atto di restituzione delle banchine. Perché - così si racconta - l’Ente pubblico vorrebbe un’assunzione di responsabilità nero su bianco della società che gestisce gli approdi rispetto all’ultimo anno e mezzo di gestione di quelle banchine. Ma responsabilità di cosa? Di non avere pagato il 9.600 euro? Di aver continuato ad incassare in un periodo “grigio” in cui c’era una sub concessione rinnovata agli atti della Autorità portuale ma nessuno - neppure il Comune stesso, che delle banchine è concessionario e quell’atto ha firmato, lo sapeva - ?
Ma - soprattutto - oggi perché continuare ad ignorare la sub concessione, chiedendo indietro alla Viareggio Porto le banchine e non il solo pagamento del dovuto, magari a pena decadenza della sub concessione che tra le carte a disposizione dell’Area demanio del Comune pare non esservi?
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