Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Strage, Mattarella abbraccia i parenti delle vittime

Donatella Francesconi
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Daniela Rombi e Marco Piagentini
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Daniela Rombi e Marco Piagentini

Viareggio: Marco Piagentini e Daniela Rombi al Quirinale e poi al ministero della giustizia. Commozione e sei anni di dolore nelle parole dei familiari delle vittime

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VIAREGGIO. «Presidente, la posso abbracciare?» chiede Marco Piagentini nella sala del Quirinale. Non c’è protocollo che tenga, in mezzo a questi due uomini fermi, in piedi, uno di fronte all’altro. Sergio Mattarella, lo Stato, e Marco Piagentini - che anche dello stesso Stato è vittima - si stringono commossi.

Sotto gli occhi di Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” che riunisce i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009. Viareggio è lì con loro. Mentre il il presidente della Repubblica si rigira per tutto l’incontro le fotto di Emanuela Menichetti in ospedale. Saranno quaranta giorni di agonia, mentre tutto intorno muoiono una dopo l’altra le vittime della strage, compresi i figli piccolissimi di Piagentini e la moglie Stefania Maccioni. Più di mezz’ora a colloquio per raccontare a Mattarella che la prescrizioni per il reato di incendio colposo è cosa fatta, che Mauro Moretti, ad di Ferrovie, nel frattempo è stato nominato Cavaliere del lavoro, per raccontare le ferite sulla pelle e quelle nella mente e dei cuori di tutti gli altri familiari.

Anche quelli che si sono uniti nel Comitato nazionale delle stragi d’Italia, «un’iniziativa che ha molto colpito - racconta Daniela Rombi - il Presidente». Mattarella, prosegue il racconto, «ha sottolineato la gravità di una tragedia in cui la morte dai binari entra nelle case della gente. E ci ha espresso la sua opinione: la verità su Viareggio deve esserci. Perché questa verità deve servire a che episodi del genere non si ripetano». Il Presidente - riassume Rombi - «ci ha detto chiaramente che se ci sono stati errori in tutta la vicenda, questi stessi errori vanno corretti».

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Dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica, Rombi e Piagentini hanno avuto un colloquio con Andrea Orlando, ministro della giustizia. «Il quale - spiega Rombi - «pur confermando che le novità legislative in materia di prescrizione non possono essere retroattive, si è impegnato a contattare l’avvocato Enrico Marzaduri per esaminare con lui la questione».

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