Il Tirreno

Versilia

«L’imputata ha appena partorito»: rinviata l’udienza per l’omicidio di Forte dei Marmi

di Matteo Tuccini
«L’imputata ha appena partorito»: rinviata l’udienza per l’omicidio di Forte dei Marmi

Dana Raducan ha avuto un figlio e poi è tornata in carcere. Nonostante questo slittamento la sentenza della Corte d’Assise potrebbe arrivare già a dicembre

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FORTE DEI MARMI. Dana Raducan, la 24enne romena finita sotto accusa per l’omicidio di Luana Mariani - rapinata e uccisa a 77 anni nella sua casa di Forte - è diventata madre. La notizia è stata data ieri mattina in Corte d’Assise a Lucca, per spiegare l’assenza della donna nell’udienza del processo che la vede come unica imputata. I tre complici, infatti, hanno scelto strade diverse: due sono stati condannati con rito abbreviato; l’altro, il minorenne, è in comunità dopo aver ottenuto la sospensione del processo.

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«Dana Raducan - spiega il suo nuovo legale Alessandro Fantappié, che ha sostituito il collega Adriano Capaccioli - ha partorito lunedì in ospedale a Pisa, dove è stata piantonata. Subito dopo la nascita del figlio è stata riportata al carcere pisano di Don Bosco». Nonostante questo slittamento, la sentenza potrebbe arrivare già nell’udienza del 14 dicembre.

Inizialmente, in questa vicenda a Dana venivano contestati reati minori come il favoreggiamento - cioè l’aiuto dato agli altri tre - e la calunnia - aveva accusato un albanese di aver fatto parte del gruppo di malviventi. Per questi reati è già stata condannata a due anni a due mesi. Poi la Procura di Lucca ha riformulato le accuse a suo carico, e le ha contestato il concorso anomalo in omicidio. Il suo ruolo, presunto, è quello di aver fatto da basista della rapina finita male. Aiutandosi con le informazioni carpite a un pensionato fortemarmino, anche lui finito a processo per favoreggiamento.

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La rapina avvenne il pomeriggio del 4 aprile del 2014. Luana Mariani, appartenente a una nota famiglia di Forte dei Marmi, fu sorpresa dai ladri nel giardino della propria abitazione intorno alle 14. Sarebbe stato un quindicenne, assieme a Madalin Paun, a portare dentro casa la vittima dopo averla percossa e tramortita, perché urlava troppo. I due le avrebbero legato i polsi e messo un foulard in bocca. Mentre i coniugi Raducan (Marcel e Dana) li aiutavano e stavano di guardia.

Il bottino della rapina consistette in 200 euro e alcuni gioielli, prelevati dalla cassaforte. L’anziana morì soffocata dal foulard che era stato usato dai criminali. I quattro, tutti romeni frequentanti il campo rom di via delle Sipe a Querceta, fuggirono dall’Italia subito dopo il delitto. Ma la polizia riuscì a rintracciarli e incastrarli. Paun e Marcel Raducan sono già stati condannati a 20 e a 17 anni, e sono tutt'ora in carcere. Il minorenne è stato inserito in una comunità dal giudice del tribunale dei minori. Oltre a loro, sono a processo il pensionato Claudio Questa e l’altra romena Mioara Otet: entrambi, con modalità diverse, sono stati accusati di favoreggiamento.

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