Sicurezza
«Cara Alice, vieni a Sant’Anna»
Il sindaco di Stazzema scrive a Miss Italia dopo la gaffe sulla 2ª guerra mondiale
STAZZEMA. «Cara Alice, vieni a visitare il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema». Il sindaco Maurizio Verona ha scritto una lettera alla neo incoronata Miss Italia, Alice Sabatini, dopo le critiche che si sono levate contro di lei per quella strampalata risposta che ha fatto il giro del web in poche ore, e dei tg il giorno dopo. Se dovessi scegliere un’epoca in cui vivere, ha spiegato Miss Italia, sceglierei la Seconda Guerra Mondiale. Giustificando questa velleità con un superficialità.
«Cara Alice, ho letto la polemica che è sorta in seguito alle tue dichiarazioni durante la serata finale del Concorso di Miss Italia – ha scritto il sindaco Verona. E’ una polemica che trovo un po’ assurda perché riflettendo, forse la maggior colpa è del fatto che ancora oggi si parla molto poco di ciò che fu la Seconda Guerra Mondiale per milioni di persone e soprattutto ne sanno troppo poco i giovani che come te sono nati in un periodo di pace: i morti furono quasi 70 milioni e di questi quelli che indossavano una divisa o portavano un fucile furono una minoranza. E’ stato questo che ha contraddistinto l’ultimo conflitto dagli altri atroci che si sono susseguiti nella storia: nessuno riuscì a sfuggire davvero alla guerra».
Tuttavia parlare di scarsa cultura giovanile non servirà a difendere la Miss diciottenne. Perché sono stati per primi proprio tanti della sua generazione, sui social, a prenderla in giro e a sentirsi indignati. E quindi una visitina a Sant’Anna di Stazzema potrebbe essere per lei un buon inizio. «Stiamo lavorando perché a Sant’Anna di Stazzema tornino a risuonare le voci dei giovani, dei ragazzi e dei bambini che vogliono imparare la pace – prosegue la lettera del Sindaco Verona - in un luogo in cui il dolore non si è trasformato in odio, ma desiderio di fratellanza ed impegno affinché quelle vittime innocenti non siano morte invano e vano non sia stato il loro sacrificio. Ti invito a conoscere queste storie a Sant’Anna di Stazzema, nel Parco Nazionale della pace, per sentire dalle nostre donne, allora bambine e dai nostri superstiti allora solo ragazzi cosa significava vivere nel 1942 o nel 1944, quando la vita era appesa ad un filo – conclude Verona - e non aveva quasi alcun valore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
