Il Tirreno

Versilia

Addio a Giovanna Borrelli, era l’anima del Mergellina

Ha gestito per molti anni lo storico stabilimento balneare del vialone in Darsena Domani pomeriggio alle 16,30 l’ultimo saluto nella chiesa di Sant’Antonio

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VIAREGGIO. Era nata a Viareggio il giorno della festa dei lavoratori di 70 anni fa. Giovanna Borrelli, viareggina doc anche se con origini garfagnine da parte di madre e napoletane (di Ercolano) da parte di padre, se n’è andata la notte scorsa dopo una lunga e sofferta malattia. E con lei se ne è andata anche una parte di storia del mitico bagno Mergellina in Darsena a Viareggio.

Già perché proprio il padre di Giovanna era uno di tre fratelli che misero in piedi quello che allora era il Marechiaro, stabilimento balneare con ristorante, che si trovava nell’area che un tempo era occupata dalla Sec. Poi, quando fu deciso di dare maggior spazio ai cantieri navali, il padre si spostò sul viale Europa. E qui dette vita agli attuali bagni Marechiaro e Mergellina, in omaggio proprio alle sue origini partenopee.

Famoso negli anni, il ristorante di cui Giovanna Borrelli - per molti solo e semplicemente tata Giò - ha raccolto il testimone molti anni dopo insieme alla cugina, ha ospitato centinaia e centinaia di bagnanti stagionali, del fine settimana (pistoiesi, fiorentini, lucchesi in massa) o di breve periodo. Lei ha sempre lavorato al bar ristorante ed è stata per anni uno dei personaggi simbolo dello stabilimento, con i suoi modi diretti e spiccioli, la sua simpatia, allegria e l’ironia mai volgare.

Conosceva e scherzava con tutti, da un anno all’altro, ricordava i gusti di ciascuno e sapeva curare ogni cliente come un amico, un familiare, come se lo avesse frequentato per tutto l’anno, e non solo per qualche giorno nella fretta del servizio da incubo dei caffè dopo pranzo di luglio e agosto, delle colazioni o delle centinaia di panini della domenica, che mettevano a dura prova anche la pazienza dei santi per le richieste talvolta decisamente bizzarre. E lei sapeva accontentare ciascuno (o almeno riusciva a farglielo sembrare)

Per anni ha preparato il “panino” dei pranzi fuori orario, rifocillando tanti ragazzi e giovani che finito il lavoro o lo studio mattutino capitavano al mare per godersi la spiaggia fino a sera. Ha osservato (e coperto) adolescenti - e non solo - cominciare i primi filarini, oppure ha visto formarsi famiglie che poi sono rimaste clienti negli anni, per generazioni, di padri in figli. Ha cacciato ragazzotti scostumati o maleducati, oppure ha cacciato con scopa e sistole gli ultimi ritardatari pomeridiani affetti da pigrizia acuta perché naturalmente il momento migliore, al mare, è quello che dal torpore del dopo bagno pomeridiano si adagia sul pretramonto, e il tempo non è più urgente (tranne che per chi dovrebbe pulire a fine giornata !!!!)

Erano i bei tempi degli stabilimenti in Darsena, con i Giochi senza Frontiere in spiaggia, i tornei di calcio, pallavolo, biglie lungo tutto il Vialone. Gli anni dei tornei di carte, delle feste in spiaggia, dei gavettoni e delle Feste di Ferragosto con le mascherate estive, i quiz e le miss del bagno con ballo, orchestra.

Sempre briosa, dall’umanità e dall'allegria contagiose, anche nella malattia pur grave ha trovato il modo di affrontare le difficoltà con la cifra dell’ironia e dell’allegria: amica di chiunque frequentasse (conosceva medici, operatori, infermieri, inservienti per nome così come tanti commercianti e lavoratori del centro città), e intratteneva con ciascuno di essi rapporti personali al di fuori dei momenti più specificamente legati al lavoro, alla malattia, alla contingenza.

Per questo la sua scomparsa lascerà tanta tristezza in chi la conosceva. Chi vorrà salutarla per un'ultima volta e stringersi intorno ai figli Michela e Enrico, potrà farlo oggi, nelle salette dell'obitorio dell'ospedale Versilia, dalle 8 alle 20. Oppure potrà partecipare ai funerali, in programma domani pomeriggio alle 16,30 nella chiesa di Sant'Antonio a Viareggio.

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