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Meningite, caccia al vaccino Boom di richieste all’Asl
Tremila telefonate in un mese per prenotare l’appuntamento: centralini in tilt Agenda già occupata fino alla fine di ottobre. E l’azienda sanitaria corre ai ripari
VIAREGGIO. Tremila telefonate nell’ultimo mese, cioè un centinaio al giorno, per fare il vaccino contro la meningite. E i centralini dell’Asl vanno in tilt. Non è una metafora: è successo davvero, la settimana scorsa, che le troppe chiamate hanno mandato fuori uso gli sportelli dell’azienda sanitaria versiliese. Tanto da obbligare l’Asl ad aggiungere una linea telefonica, in modo da avere tre operatori, anziché due, per la gestione degli appuntamenti. Che fino alla fine di ottobre sono tutti presi. «In linea di massima - spiega Stefano Pieroni del Dipartimento di prevenzione, che sta seguendo la campagna anti-meningite - il paziente deve aspettare tra i 15 e i 20 giorni prima di veder soddisfatta la propria richiesta».
Boom di richieste. All’Asl, e in particolare al Dipartimento di prevenzione, stanno cercando di gestire questo numero enorme di domande. Che sono aumentate in maniera clamorosa dopo gli ultimi due casi di meningite, uno a Lido di Camaiore e uno a Pisa. Entrambi hanno colpito l’opinione pubblica: il primo perché accaduto in Versilia - si trattava di una giovane turista che frequentava due stabilimenti balneari di Lido - l’altro perché riguardava uno studente di Pisa. E dato che in Versilia sono tantissimi i ragazzi che studiano all’università pisana, «ci sono state tantissime richieste da questo tipo di utenti per fare il vaccino». Settembre, quindi, è stato il mese in cui l’assalto è stato più rilevante, dopo un luglio e un agosto in cui le domande non erano state moltissime. L’Asl ha aggiunto una linea telefonica, e lo stesso Dipartimento sta dando supporto con i propri medici all’attività dei centri dedicati alla battaglia anti-meningite. E cioè gli ambulatori al distretto in zona Coop a Viareggio, quelli all’ex ospedale Lucchesi a Pietrasanta e la Croce Bianca a Querceta. Come detto, però, il lavoro da fare è tanto. E non mancano disguidi e proteste, come quella segnalata pochi giorni fa al Tirreno (leggi box).
Le vaccinazioni fatte. Questo non significa che si proceda a passo lento. Le ultime statistiche dell’Asl parlano di 1.400 vaccinazioni eseguite solo a settembre negli ambulatori dei distretti: 350 a settimana. Altre sono state fatte dai medici e dai pediatri di famiglia che hanno aderito alla campagna di prevenzione della Regione: a questi professionisti, che hanno il compito di alleggerire il lavoro dei distretti, sono state distribuite altre 800 dosi. Come detto, non bastano per coprire le tantissime richieste (quasi il doppio). Ma bisogna considerare che nelle due fasce maggiormente interessate dalla campagna (quella dagli 11 ai 20 anni e quella dai 21 ai 45) ci sono poco meno di 40.000 persone. Non è semplice, insomma, riuscire ad arrivare a tutti. Tra l’altro, il richiamo - cioè la lettera con cui si invita il paziente a fare la vaccinazione - è stato ordinato soltanto per la fascia 11-20.
Che cos’è. Agli utenti viene somministrato il vaccino contro la meningite del ceppo C. In reatà si tratta di un “tetravalente”, nel senso che fornisce una copertura contro i ceppi A, C, W e Y della meningite. La copertura ha lo scopo sia di impedire che il paziente si ammali, sia che diventi portatore. L’Asl invita gli utenti a farsi vaccinare, per portare a termine la campagna nata in seguito all’allarme per i quattro casi di morti in Toscana. In Versilia, per fortuna, non c’è stata alcuna conseguenza tragica.
@matteotuccini
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