Sicurezza
«Troppe le aziende borderline»
Giampaoli: servono subito soldi da banche e istituzioni pubbliche
VERSILIA. «La stagione non ancora ufficialmente conclusa offre per la Versilia un quadro certamente incoraggiante che ritengo tuttavia debba essere letto con estrema cautela ed attenzione e cercando di capire nel dettaglio quali e quante siano state le ricadute economiche sia sui singoli territori che sulle diverse categorie economiche. I segnali che ci giungono dalle imprese in effetti restano notevolmente discordanti e si tratta di capire chi ha sofferto di più e perché»
Insomma non sono tutte rose e fiori per le aziende. La dichiarazione reca la firma di Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Versilia, che prosegue «L’incidenza annuale dei costi fissi, l’inevitabile riduzione dei fatturati rischia di essere un freno enorme per la ripresa degli investimenti nel settore, investimenti che oggi più che mai potrebbero essere la chiave di volta per rendere questa inversione di tendenza una modifica strutturale della nostra economia turistica».
Ancora Giampaoli indica la ricetta proposta da Confesercenti per supportare le imprese.
«In questa fase di crescita “tecnica” serve uno sforzo da parte della Regione e del sistema delle Camere di Commercio per il sostegno al tessuto economico, mediante l’adozione di strumenti idonei a facilitare l’accesso al credito sostenibile per le numerose situazioni border line, e ancora l’erogazione di contributi a fondo perduto e/o finanziamenti agevolati per le ristrutturazioni e gli investimenti in vista della prossima stagione, che devono partire subito».
Rivolgendo lo sguardo al contesto locale della Versilia Giampaoli ricorda che «Lo sblocca-Italia conferisce da tempo ai Comuni facoltà di ridurre la pressione della fiscalità locale a favore di cittadini ed imprenditori che, riuniti tra loro, surrogano interventi che dovrebbero essere garantiti dal settore pubblico.
« L’appello è rivolto a tutti i Comuni della Versilia, che sul tema si sono mossi in modo disomogeneo, fermo restando nel caso di Viareggio la necessità di un approfondimento normativo per verificare la compatibilità con le norme del T.U.E.L. (testo unico degli enti locali) che disciplinano il dissesto».
(r.f.)
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