Sicurezza
Palazzo delle Muse, secondo piano inagibile
Viareggio: il provvedimento dei vigili del fuoco con l’obbligo di spostare subito il Centro documentario storico
VIAREGGIO. È finita come previsto - ed anticipato dal “Tirreno” da oltre un anno - e cioè con un verbale dei vigili del fuoco che interdice al pubblico il secondo piano di Palazzo delle Muse «e di fatto obbliga a trasferire tutto il materiale cartaceo del Centro documentario storico entro il 3 ottobre», come annuncia l’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro.
Era il 10 ottobre dell’anno scorso - quasi un anno esatto - quando il dirigente del Comune, Giulio Marlia, scriveva proprio ai vigili del fuoco: «Dai dati raccolti risulta che la Galleria d’arte moderna e contemporanea situata al primo piano di Palazzo dell Muse, aperta al pubblico dall’aprile 2008, sia tuttora priva della certificazione di agibilità permanente e del Certificato prevenzione incendi. In merito a quest’ultima certificazione chiedo di fornirmi un aggiornamento sull studio della pratica incendi relativa a Palazzo delle Muse».
Solo burocrazia lenta, distrazione, atti disattesi? No. La vicenda della certificazione antincendio dei palazzi comunali è una di quelle relative alla storia dell’ufficio lavori pubblici del Comune di Viareggio che sono state all’attenzione dell’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Laddove - sull’affollata giostra degli incarichi esterni distribuiti negli anni in un Comune con 45 tecnici di varia competenza - ricorre il nome dell’ingegnere Francesco Vita, nato a Porto Empedocle ma con studio a Prato, che nel suo curriculum mette il bollino “fatto” all’adeguamento antincendio di tutti gli immobili comunali, nessuno escluso.
Tutto fatto. Anche l’inagibilità del secondo piano di Palazzo delle Muse che oggi porta ad una «misura tampone», si legge nel comunicato del Comune, «che prevede varie fasi, la prima delle quali, già attuata, consiste nella chiusura dei locali, come richiesto dai vigili del fuoco».
La consultazione - assicura il Comune - «rimarrà comunque possibile. Gli utenti infatti potranno rivolgersi al personale della biblioteca i quali, di volta in volta, andranno a prelevare i documenti richiesti. Contemporaneamente sono stati presi contatti con la Soprintendenza archivistica della Toscana, autorità competente in materia, sia per ottenere una proroga sul termine del 3 ottobre, sia per capire come, dove e secondo quali criteri poter sistemare temporaneamente l'archivio. L'amministrazione si è già attivata per cercare locali in modo da poter procedere a ricollocare i preziosi documenti secondo le norme di sicurezza richieste e i criteri scientifici adeguati».
Aver chiuso gli occhi per anni ha portato a questo risultato. E nonostante il giudice delle indagini preliminari abbia messo lo stop alle indagini, negando perquisizioni ed intercettazioni, a Viareggio non va tutto bene. E gli “errori” del passato si scontano oggi.
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