Gioco
Maxi cordata viareggina per la Viareggio Porto
Ruota intorno al Consorzio Navigo e punta ad unire cantieri e altre imprese Il progetto: consenso e condivisione per il nuovo approdo a Ponente
VIAREGGIO. Ci saranno tutti, i grandi e i piccoli, le aziende della nautica e le altre, “alla pari”. E magari anche i diportisti che si sono riuniti nella cooperativa “Porto turistico di Viareggio”. È lo scenario che si delinea man mano che si avvicina la scadenza del 26 ottobre, data per la quale il Tribunale di Lucca ha fissato l'adunanza dei creditori come da procedura concordataria in atto: una maxi cordata costruita in porto, intorno al Consorzio Navigo, il cui presidente è Vincenzo Poerio, manager Azimut. Con tutti i cantieri dentro - questo è l'obiettivo principale - ma non solo nautica, così si racconta tra chi al progetto sta lavorando, proprio perché in Navigo non ci sono solo cantieri navali ma anche aziende che si muovono nell'ambito offrendo però servizi diversi da quelli dei cantieri. Gruppi e soggetti interessati, per lo più toscani, si sarebbero fatti avanti in questi mesi senza trovare quell'interessamento immaginato. E così, ad oggi, emerge un dato che vede tre offerte per la Viareggio Porto: quella di chi ha presentato la proposta concordataria accettata dal Tribunale (la società inglese “Beach Property Real Estate” per una cifra di 4.820.796 euro), quella di chi punta a mettere insieme la Darsena che fa impresa dentro e fuori la nautica, e quella dei diportisti riuniti in cooperativa. Ai quali è arrivata la proposta di entrare nel raggruppamento più grande ma che - vista l'assemblea di domenica mattina - sembrano ben decisi a ballare da soli. Perché come condizione per partecipare alla cordata più ampia avrebbero posto quella di avere la gestione dell'approdo della Madonnina, da sempre destinato ai diportisti.
C’è il fattore economico e ci sono gli “appetiti” per le concessioni di Triangolino e malandato approdo turistico della Madonnina, ma c'è anche l'aspetto più politico nel senso di un'operazione commerciale che abbia il valore di «una coalizione per la città». Alla domanda se sia vero che la scadenza al 2020 delle concessioni della Madonnina spaventi chi si ritroverà ad aprire il portafoglio per partecipare all’asta che bandirà il Tribunale, la riposta è decisa: «Se la cordata entra con un progetto per la città non c'è motivo di negargli le concessioni».
Insomma, intanto si mettono i piedi sui pontili della Madonnina e poi - come dicevano le nonne - l'amore verrà… Ed anche le concessioni. Che da due anni sono nelle mani della Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli, ente che ha sostituito le competenze comunali in materia di demanio portuale. Ma chi sta tessendo la rete della Darsena decisa a tenersi stretti Madonnina e Triangolino, mostra di avere una certezza: «Un’amministrazione come quella che oggi governa Viareggio darà un aiuto gli imprenditori che investono per la città. E ci sono le condizioni oggi per creare qualcosa di interessante». Anche perché «questa volta c'è qualcosa di nuovo», nel senso che «intorno alla cordata della Darsena possono aggregarsi tutti, grandi e piccoli, senza supremazie o prevaricazioni». Per realizzare un'esperienza «che a Viareggio non c'è mai stata».
Sullo sfondo dell'operazione torna con forza il progetto di un nuovo porto a Ponente, secondo le linee del lavoro messo a punto recentemente dall'architetto Alessandro Rizzo e dall'ingegnere Stefano Maestrelli, il quale della Viareggio Porto come la conosciamo oggi è stato il primo presidente e che è esponente storico del Partito democratico viareggino. Chi da qualche mese punta sulla nascita della cordata della Darsena guarda anche lungo, a questo sviluppo possibile: comprare la Viareggio Porto è già essere oltre, al progetto di un porto che se tutta la città è interessata, a quel punto, è un progetto che «sicuramente tutela l'interesse di tutti». Con queste premesse, la maxi cordata locale entra in scena con un progetto «che sarà interessante per il porto e per la città e sarà condiviso da tutti». Così che non vi è motivo per cui non ottenga l'ulteriore rinnovo delle concessioni. Una strategia che guarda anche alla Regione e al presidente Rossi, il quale in campagna elettorale, nel maggio scorso, aveva annunciato la volontà di siglare un accordo di programma per il porto viareggino.
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