Toscana
Mancino insegna il cacciucco Filippo la vera schiacciata
VERSILIA. Oggi Vetrina Toscana, agenzia della Regione per la promozione dell’enogastronomia, presenta la mappa della schiacciata (o stiacciata, o focaccia) in Toscana. Un lavoro non banale che ha...
VERSILIA. Oggi Vetrina Toscana, agenzia della Regione per la promozione dell’enogastronomia, presenta la mappa della schiacciata (o stiacciata, o focaccia) in Toscana.
Un lavoro non banale che ha visto impegnata anche l’Accademia della Crusca. La custode della lingua italiana ha individuato in Toscana 167 modi di dire schiacciata, focaccia, cofaccia, covaccino (come a Pistoia e Prato).
Oggi 8 chef scelti fra gli emergenti saranno a Firenze per presentare una loro vefsione di focaccia. Nomi grossi e giovani emergenti. Fra questi c’è Andrea Gemignani, giovane chef viareggino alla guida della cucina di Filippo, il locale pietrasantino in grande ascesa, sotto la guida di Filippo Di Bartola. «Faremo la focaccia alla nostra maniera – spiega Di Bartola – quella che presentiamo ai clienti a Pietrasanta » .
Ma le trasferte dei nostri migliori chef non sono certe terminate. Giuseppe Mancino, primo chef in Versilia a coinquistare le due stelle Michelin, è volato sull’Adriatico al festival del brodetto, la versione dell’altro mare della zuppa di pesce.
Mancino, naturalmente, era fuori concorso, chiamato per un cooking show dove ha spiegato i segreti e l’essenza del cacciucco alla viareggina.
Mancino, è noto a tutti, non un viareggino nato al Tabarracci (o al Lucchesi). Proviene dalla Campania, ma è ormai un toscano a tutti gli effetti. E la doppia stella Michelin conquistata al Piccolo Principe del Principe di Piemonte lo sta portando a giro per l’Italia. Portando con sè naturalmente il nome di Viareggio e della Versilia.
Ricordando che cosa è e cosa è stata la ristorazione a Viareggio. Tanto per capirci in questi giorni la rosticceria Sergio compie 60 anni. Un traguardo incredibile per chi ha importato a Viareggio tante cose, a partire dalle prime forme di catering (in menu c’era già il cocktail di scampi che a malapena trovavi dal grande Tito del Molo, senza pensare alle innovazioni nel nome della rosticceria e della grande cantina di vini, fin dai tempi dei fratelli Pertici, autentici pioneri in Versilia.
(c.b.)
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