La protesta
Tre medici in meno al Versilia, è caos per gli esami
Radiologia in crisi sulle prenotazioni. L'azienda sanitaria di Viareggio: «Ci stiamo riorganizzando»
VIAREGGIO. Sempre più difficile prenotare gli esami sanitari, soprattutto Tac e risonanze magnetiche. Un percorso a ostacoli complicato dal fatto che dal 1º settembre ci sono tre medici in meno nella radiologia dell’ospedale Versilia. E così la chiamata o il colloquio al Centro prenotazioni dell’Asl non sempre vanno a buon fine. Si va dall’appuntamento preso a distanza di mesi, alla risposta laconica dell’operatore del Cup: «Mi dispiace, l’agenda è chiusa: non posso darle una data». Parole che fanno infuriare gli utenti. Che si sono fatti sentire, eccome, anche nelle corsie dell’ospedale.
A lasciare la radiologia sono stati i dottori Mauro Caroppo, Valerio Donati e Alberto Magiera: tutti e tre prepensionati dall’Asl per la nota vicenda degli esuberi, resi necessari dopo il taglio del costo del personale imposto dalla Corte dei Conti. Il reparto è passato da 23 a 20 medici (più il primario Claudio Vignali), e questo ha avuto un peso non da poco nell’attività quotidiana.
Nel frattempo, il Centro prenotazioni dell’Asl ha continuato a prendere appuntamenti senza tener conto di questa riduzione di organico. Il risultato? Il caos. A un certo punto è stato necessario richiamare alcuni utenti per fissare nuove date. Altri, invece, che hanno chiamato in questi giorni - soprattutto per le risonanze - non sono riusciti a prenotare l’esame. Con l’operatore che spiegava di non poter fissare una data, per problemi sull’agenda di appuntamenti. Che era, come dire, bloccata.
«Nessuna agenda è stata chiusa - spiega il primario Claudio Vignali - Quella risposta, che probabilmente viene equivocata dagli utenti, fa riferimento a problemi tecnici che abbiamo avuto nei programmi informatici. In pratica, l’operatore non riusciva a fissare l’appuntamento perché l’agenda non era stata aperta in precedenza da chi aveva titolo a farlo. Ma non c’è stata nessuna volontà di non prendere appuntamenti: come detto, è stato un problema tecnico e organizzativo. Voglio comunque precisare che ogni paziente che ha prenotato è stato ricontattato. E che tutte le richieste sono state soddisfatte».
Vignali non nega le difficoltà, soprattutto sulle risonanze. «I problemi ci sono, con tre medici in meno è inevitabile - dice - ma ci stiamo riorganizzando. Abbiamo dato la precedenza alle prestazioni richieste dal pronto soccorso, ai pazienti ricoverati in ospedale e ai pazienti oncologici, che si tratti di un controllo di routine o di un esame post-operatorio. Inoltre, tutte le richieste che presentano caratteristiche di urgenza vengono soddisfatte con il cosiddetto “overbooking”: vengono aggiunte, cioè, in sovrannumero agli esami già prenotati. Per fare tutto questo abbiamo chiesto maggiore supporto agli studi medici privati convenzionati».
In parole povere, se l’esame non si riesce a fare al “Versilia” o nei distretti si fa fuori. Ai prezzi della sanità pubblica. Questo supporto è garantito, almeno fino al 31 dicembre. E consente di smaltire alcune richieste. «Complessivamente l’attività è sempre la stessa - prosegue Vignali - le situazioni meno urgenti, come ad esempio le artrosi o i calcoli alla colecisti, vengono prenotate ma con tempi necessariamente più lunghi. Anche su questo devo ammettere che c’è molto da lavorare. Perché i codici di priorità, che dovrebbero definire l’urgenza del caso, non sempre vengono assegnati dal medico in maniera corretta. Per questo motivo invitiamo l’utente a chiedere chiarimenti allo stesso professionista, che eventualmente può ricontattare noi se la prestazione è urgente e deve essere svolta in tempi più rapidi rispetto a quelli dati dal Cup».
E la libera professione? C’è chi si lamenta che il Cup la promuova un po’ troppo. «Lo escludo. L’esame in libera professione deve essere chiesto per primo dal paziente e non proposto dall’Asl. Chi ha avuto esperienze diverse è pregato di segnalarmele».
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