Proteste
Sos a Mattarella per le Alpi Apuane
Ricorso degli ambientalisti al presidente della Repubblica contro il piano paesaggistico regionale
SERAVEZZA. Il piano paesaggistico regionale è lesivo «dei valori ambientali e paesaggistici delle Alpi Apuane, rientranti in gran parte nel Parco naturale regionale delle Alpi Apuane». Così, l’estrazione dell’oro bianco e la legge della giunta Rossi, approvata sei mesi fa, tornano sotto attacco. A sostenere questa tesi sono diverse associazioni di ambientalisti che hanno fatto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. In discussione ci sono le stesse questioni su cui ambientalisti e industriali del marmo si sono lanciati accuse per mesi, durante l’iter di approvazione della Regione. In particolare le attività di cava adiacenti alle zone di maggior interesse, e delicate, all’interno del Parco delle Alpi Apuane.
«Pur essendo in linea generale un buon piano paesaggistico – scrivono le associazioni - e uno dei tre piani elaborati correttamente ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, insieme a quello della Puglia e della Sardegna costiera, tuttavia presenta oggettive carenze nella disciplina di salvaguardia delle Alpi Apuane in relazione alle attività di cava».
A sottoscrivere il ricorso sono state la Mountain Wilderness Italia, la Società italiana di geologia ambientale, Amici della Terra, Verdi ambiente e società, Lega italiana protezione degli uccelli, Club alpino italiano – Toscana, il Centro Guido Cervati di Seravezza, e il centro culturale “La Pietra Vivente” di Massa.
A tornare in discussione sono in particolare le attività di cava che si trovano nel bacino della Valle di Arni e del Corchia, le cave Cervaiole, e altre che si trovano a Minucciano e sono oltre i 1.200 metri. Il piano – secondo gli ambientalisti – non tiene «conto del vincolo paesistico generico, che ivi sussiste, previsto dall’articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio a tutela delle zone situate in montagne ad oltre 1.200 metri sul livello del mare, in aree in cui sono situati laghi, fiumi e torrenti, corsi d’acqua, circhi glaciali, parchi, boschi e zone gravate da usi civici e di interesse archeologico, nonché dei vincoli paesistici puntuali, stabiliti da decreti ministeriali per il notevole interesse pubblico di alcune zone delle Alpi Apuane – proseguono - situate nei comuni di Pescaglia, Camaiore, Stazzema, Careggine, Vergemoli, Molazzana, Minucciano, Vagli Sotto e Carrara».
Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica si fa anche riferimento alla presenza di siti facenti parte della Rete Natura 2000, di una Zona di protezione speciale, e a 10 siti di importanza comunitaria. Ma ancora una volta la tutela dell’ambiente va a scontrarsi con il lavoro.
Sono volate molte cifre da parte di ambientalisti e industriali sui dati occupazionali relativi alle attività del marmo estratto nel Parco delle Apuane. Senz’altro è una delle economie trainanti della Versilia. Ma nonostante ciò, per gli ambientalisti, la legge regionale avrebbe «dovuto prevedere la progressiva chiusura delle cave esistenti».
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