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Nuovi guai al distretto Coop «Odissea per fare un vaccino»
VIAREGGIO. Arrivano al distretto Asl per fare il vaccino, ma trovano l’ambulatorio chiuso. E scatta la protesta. Protagonisti dell’episodio alcuni utenti, che si sono recati al centro sanitario in...
VIAREGGIO. Arrivano al distretto Asl per fare il vaccino, ma trovano l’ambulatorio chiuso. E scatta la protesta. Protagonisti dell’episodio alcuni utenti, che si sono recati al centro sanitario in via Santa Maria Goretti (accanto alla Coop) per fare delle prestazioni. E che - per un motivo e poi per un altro - sono stati costretti ad aspettare un bel po’ prima di poter sbrigare la pratica.
A segnalare quanto accaduto venerdì pomeriggio è una mamma viareggina, Letizia Gabbani.
«Avevo appuntamento per il mio bimbo, che doveva fare il vaccino contro la meningite - dice - l’orario prestabilito erano le 14. Quando siamo arrivati, però, abbiamo trovato l’ambulatorio chiuso. Poco dopo a noi è arrivato il medico, una dottoressa molto gentile, che però non aveva le chiavi. Il medico ha chiamato il dirigente, che però non rispondeva al cellulare. A quel punto ha contattato l’infermiera, che a sua volta ha chiamato la coordinatrice. Che è arrivata intorno alle 14,30. A quel punto ha aperto l’ambulatorio». Ma l’avventura era tutt’altro che finita.
«Ci hanno spiegato che non potevano iniziare i vaccini - prosegue la donna - perché non riuscivano ad usare il programma informatico per farli. A quel punto serviva un’infermiera, che è arrivata intorno alle 15. Nel frattempo la dottoressa ha comunque iniziato i vaccini e in questo modo ha accelerato il tutto. Io sono entrata alle 15, per fortuna venerdì pomeriggio ero libera dal lavoro. Altre persone si sono arrabbiate, perché avevano preso permessi e sono arrivati al lavoro più tardi. Ci tengo a dire, comunque - conclude la mamma - che la dottoressa si è scusata per il disagio».
Non è la prima volta che il centro Asl alla Coop registra disagi e proteste. Altro motivo di lamentela da parte degli utenti è l’assenza della macchinetta per il pagamento del ticket: all’utente che arriva per vaccini e prelievi si chiede di andare all’ex Tabarracci per versare i soldi. Una richiesta che non ha senso: se c’è un distretto sanitario nuovo, dove sono stati spostati i servizi perché ritenuto più moderno e confortevole del Tabarracci, perché non dotarlo di tutte le strumentazioni necessarie?
L’Asl si è difesa sostenendo che la macchinetta per il ticket è stata scassinata tante di quelle volte da non ritenere più ideale lasciarla lì. Ma così si obbligano i cittadini a fare due viaggi per una pratica che dovrebbe essere semplice e veloce.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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