Gioco
Le cifre, i beni, l’attività dalla nascita ad oggi
VIAREGGIO. La storia della Viareggio Patrimonio, dalla culla alla bara, nell’istanza di auto fallimento firmata dal liquidatore Marco Marchi. Da quel dicembre 2000 in cui il Comune spacchetta l’Aziend...
VIAREGGIO. La storia della Viareggio Patrimonio, dalla culla alla bara, nell’istanza di auto fallimento firmata dal liquidatore Marco Marchi. Da quel dicembre 2000 in cui il Comune spacchetta l’Azienda speciale pluriservizi, operazione che vede la nascita di “Servizi energia e ambiente” (Sea) e “Servizi energia e ambiente acque” che diventa Sea acque, socio unico l’Ente pubblico, capitale sociale 3.333.500 euro. Il 22 dicembre 2003 a Sea acque vengono conferiti la rete dell’acquedotto e gli impianti di depurazione: valore del conferimento 26.923.725 euro. L’operazione - che in molti danno come l’inizio della fine della Patrimonio che ancora non esisteva - comprende l’aumento del capitale sociale a dieci milioni, con destinazione a riserva di 20.257.325 euro. A dicembre 2005 c’è un ulteriore conferimento per 12.778.099 di attivo e passività valutate in 14.171.675 euro: il capitale sociale resta invariato, ma la riserva viene ridotta a 1.393.575 euro. Il 15 marzo 2006 nasce la Viareggio Patrimonio Srl.
Dal 2006 al 2012. Il presidente scelto dall’allora sindaco Marcucci è Andrea Gemignani. L’oggetto sociale della società in house è dato sia dalla gestione del patrimonio del Comune, sia dalla gestione dei servizi pubblici locali e delle attività complementari quali l’organizzazione, la progettazione e la costruzione di opere pubbliche. La società dal 2006 opera attraverso contratti di servizio stipulati direttamente con il Comune di Viareggio.
Il 29 giugno il cda vota l’acquisizione del 100% delle azioni di Toscana Nord Acqua Spa. Il 20 luglio si procede con un aumento di capitale mediante conferimento di beni. Passano dal Comune alla Patrimonio la Passeggiata, quattro impianti sportivi, la pubblica illuminazione e la discarica della Carbonaie. Valutazione complessiva 35.373.497 euro con accollo dal parte della Patrimonio di passività per 16.431.255 euro. Il capitale viene portato a ventotto milioni. Il 18 dicembre 2006 la società delibera l’emissione di un prestito obbligazionario di nominali 17.000.000 di euro e l’aumento del capitale sociale a 35.100.000, tramite conferimento del Centro congressi. Prestito obbligazionario interamente garantito dal Comune che la Patrimonio copre con un’operazione di derivati (del tipo “zero cost collar”) Un’operazione a proposito della quale, oggi, il liquidatore Marchi parla di «strumento di natura speculativa», e di «uno strumento finanziario che ha dato origine a rilevanti perdite».
Il 29 novembre 2011 la Viareggio Patrimonio” incorpora la “Versilia servizi impianti tecnologici e Global service”. Viene modificato lo statuto. Due mesi dopo è il gennaio 2012: il capitale sociale viene ridotto di 4 milioni. La motivazione è «la mancata realizzazione di interventi relativi all’emergenza abitativa». È l’operazione della Giunta Lunardini per far quadrare il bilancio del Comune, già in bilico come poi scriveranno Corte dei Conti e Mef.
Dal 2013 ad oggi. Il 29 luglio 2013 (Giunta Betti) viene nominato amministratore unico Gianluca Ruglioni. Di lì ad un anno arrivano l’esito dell’ispezione del Mef e la dichiarazione di dissesto dei conti del Comune. Il 30 marzo di quest’anno è il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo a firmare l’atto che dà il via allo scioglimento della società attraverso la messa in liquidazione. (d.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google