La satira politica ignora Berlusconi «È la fine di un’era»
La cerimonia finale del Premio Forte dei Marmi Brignano: spero che questa finta democrazia imploda
FORTE DEI MARMI. C’è un grande assente al Premio Satira politica 2015 di Forte dei Marmi. Si chiama Silvio Berlusconi. Per la prima volta dopo molti, molti anni, non è stato neanche citato. «È davvero la fine di un’era». A rilevarlo è Serena Dandini al termine della prima parte del doppio show che ha visto ieri i vincitori del prestigioso premio protagonisti alla Capannina di Franceschi: come da tradizione infatti al mattino sono stati ufficializzati i nomi dei premiati nella consueta conferenza stampa-spettacolo, e nel pomeriggio si è svolta la cerimonia finale della 43ª edizione del “Satira politica” con la consegna dei premi. A presentare le scelte della giuria - composta da Roberto Bernabò, Filippo Ceccarelli, Pasquale Chessa, Pino Corrias, Beppe Cottafavi, Serena Dandini, Massimo Gramellini, Bruno Manfellotto, Giovanni Nardi, Cinzia Bibolotti, Franco A. Calotti – è stata la stessa Dandini.
L’incontro con artisti, giuria e stampa, piacevole e frizzante, e la cerimonia di consegna dei premi che si è trasformata in un vero happening hanno confermato che il termometro della satira è sempre bollente, e che Renzi e Salvini, il sindaco Marino e la famiglia Casamonica, citati a raffica dai protagonisti, non fanno rimpiangere il Cavaliere. Uno dopo l’altro i vincitori hanno commentato le motivazioni del premio ricevuto, disegnando una sorta di stato dell’arte della satira italiana. Sul palco sono saliti: Enrico Brignano (Teatro), Federico Maria Sardelli (Città della satira), l'attore Guglielmo Favilla per il film "Fino a qui tutto bene" (Cinema), lo staff del Tg Lercio e Edoardo Ferrario (ex aequo per il web) Giancarlo Alfano (Premio Pino Zac), Fabio Magnasciutti (Disegno satirico), Feco France (Disegno satirico internazionale), Dado (Attualità), Michele Masneri (Giornalismo), Claudio Giunta (Libri), Federico Bernardi (tesi di laurea).
Appassionato e caustico, Brignano ha sparato a zero sull’intera classe politica: «In realtà - ha detto – non vorrei fare satira politica, per non dare un ulteriore palcoscenico a chi non merita nemmeno di essere nominato. La classe politica italiana è la peggiore perché non ha neanche il coraggio di indignarsi: loro non leggono, non vanno a teatro o al cinema, e se ci vanno non pagano il biglietto e hanno i posti migliori, e questo mi fa arrabbiare. Accetto volentieri il premio perché rimango con la speranza che la satira possa far implodere questa finta democrazia e lasciarli sguarniti dei soldi, delle supermacchine e delle prostitute che si passano l'uno con l'altro».
Col team di Feco France si è parlato poi del dramma di Charlie Hebdo, che ha aperto tragicamente il 2015, ed è stata letta la testimonianza di Coco, la segretaria del giornale francese scampata all’attentato.
ALTRO SERVIZO IN CULTURE
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
