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Versilia

Commerciante di bici agli arresti per aver picchiato una “vigilina”

Commerciante di bici agli arresti per aver picchiato una “vigilina”

L’ausiliare del traffico aveva appena multato la macchina di Piero Brega in sosta sulle strisce blu Non era la prima volta che il negoziante viareggino aggrediva dipendenti della Mover

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VIAREGGIO. Difficile dire quante contravvenzioni abbia rimediato per non aver pagato la sosta. Fatto sta che Piero Brega, 53 anni, originario di Camaiore ma conosciutissimo commerciante di biciclette di Viareggio, quando vedeva un ausiliario del traffico perdeva evidentemente il lume della ragione. Era già successo in passato, quando aveva avuto da ridire in più di una circostanza con alcuni vigilini che lo avevano pizzicato a parcheggiare la macchina sulle strisce blu senza passare dal parchimetro. E in qualche circostanza aveva già alzato le mani contro chi lo aveva sanzionato. Lo scorso giugno, però, Brega è ricaduto ancora nell'errore. E questa volta prima ha offeso pesantemente una ausiliaria della Mover che stava mettendogli una contravvenzione sotto il tergicristallo della vettura. Poi, non contento, è nuovamente passato alle vie di fatto e l'ha aggredita e spintonata provocandole alcune contusioni (fortunatamente non gravi).

A distanza di tre mesi, dopo aver ricostruito tutti gli episodi, i carabinieri di Viareggio hanno chiesto e ottenuto nei suoi confronti dal giudice la firma di una ordinanza di custodia cautelare per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Nel frattempo, però, per Piero Brega era già scattato l'arresto. Anche se per tutt'altri motivi. Nei mesi scorsi, infatti, il commerciante di biciclette era già finito in carcere per una brutta storia di carte di credito che lo aveva coinvolto proprio nella sua attività di commerciante di biciclette. Secondo quanto accertato dalla Guardia di finanza e dalla polizia municipale di Forte dei Marmi, infatti, Brega con la complicità di altre persone aveva utilizzato delle carte di credito rubate per pagare delle biciclette che in realtà non erano mai state vendute. Ma per le quali entravano in cassa – tramite l'utilizzo del pos del negozio – i soldi del finto acquisto. Un giochetto che nel giro di qualche mese aveva complessivamente fruttato circa trentamila euro. E a poco era servito il tentativo di sviare le indagini da parte di Brega e dei suoi complici che agli inquirenti avevano detto che gli acquisti di bici venivano effettuati da alcuni compratori cinesi. Per Piero Brega si sono così aperte le porte del carcere di San Giorgio a Lucca dove è rinchiuso dallo scorso luglio.

E così l'ordinanza di custodia cautelare per aver malmenato l'ausiliare del traffico della Mover (che per altro prevedeva gli arresti domiciliari), il commerciante viareggino di biciclette se lo è visto recapitare dietro le sbarre. E così, quando finirà di scontare la detenzione per la precedente disavventura, Brega dovrà trascorrere un ulteriore periodo anche agli arresti domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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